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Cannabis e sperma: un problema di spermatozoi e genetica

In diversi paesi del mondo, soprattutto nei i singoli stati federali degli Stati Uniti, l’uso di cannabis è diventato legale, sia quello per uso terapeutico e anche se in minima parte anche quello per uso ricreativo. Tra i vari elementi che la compongono è presente un particolare principio attivo il quale è noto come tetraidrocannabinolo, o più semplicemente THC.

Il fatto che l’suo sia aumentato rende più facile fare alcuni test su larga scala e questo ha permesso un studio più approfondito proprio sugli effetti del THC. Apparentemente si è scoperto che influisce sullo sperma, più precisamente sugli spermatozoi degli adulti nel loro periodo di maggiore fertilità e in alcuni casi anche sui neonati di quest’ultimi.

 

Cannabis e spermatozoi

Lo studio condotto dalla Duke University ha evidenziato come il tetraidrocannabinolo influisce sullo come diverse altre sostanza tra cui tabacco e pesticidi oltre che alla stessa obesità. Vengono modificati i geni portando anche a dei cambiamenti della struttura del DNA con ovvi rischi associati.

I test si sono stati effettuati sia su dei della cavie da laboratorio, dei ratti, sia su degli uomini, 24 individui per l’esattezza; ecco una dichiarazione del professor Scott Kolins: “Quello che abbiamo scoperto è che gli effetti del consumo di cannabis sui maschi e sulla loro salute riproduttiva non sono completamente nulli. C’è qualcosa nell’uso di cannabis che influenza il profilo genetico dello sperma.

Non sappiamo ancora cosa significhi, ma il fatto che sempre più giovani maschi in età fertile abbiano accesso legale alla cannabis è qualcosa a cui dovremmo pensare. In termini di ciò che significa per il bambino in via di sviluppo, semplicemente non lo sappiamo. Sappiamo che ci sono effetti dell’uso di cannabis sui meccanismi di regolazione del DNA dello sperma, ma non sappiamo se possano essere trasmessi alla prossima generazione.”

Giacomo Ampollini

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