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Coronavirus: le mascherine sono una protezione sufficiente?

Due pazienti nel Regno Unito sono risultati positivi al coronavirus cinese, che sta ormai destando sempre più allarme a causa dei numerosi contagi in tutto il mondo. La conferma si è avuta questo venerdì, appena 12 ore dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato un’emergenza sanitaria globale a causa della diffusione incontrollata della malattia. Finora, il virus ha causato 213 decessi e 9.962 casi in Cina e si è diffuso in altri 18 paesi tra cui Australia, Canada, Francia, Finlandia, Germania, Giappone e Stati Uniti, inclusi due casi accertati proprio in Italia.

Le associazioni dei medici del Regno Unito hanno aumentato il livello di rischio da “basso” a “moderato”; attualmente, non esistono cure o vaccini per il virus. Ma la domanda che i cittadini di tutto il mondo ormai si pongono è: c’è un modo per evitare il contagio e soprattutto, è sufficiente indossare una mascherina protettiva per il viso per ridurre il rischio di contrarre il virus? Sembra quindi il caso di fare un po’ di chiarezza. Le mascherine chirurgiche furono introdotte per la prima volta negli ospedali alla fine del 1700, ma non divennero di uso pubblico fino allo scoppio dell’influenza spagnola, nel 1919.

 

Con sempre più contagi ogni giorno, la paura per la diffusione del coronavirus cinese sta facendo salire alle stelle la domanda di mascherine

Le mascherine sono progettate per l’uso in un ambiente clinico, come un reparto ospedaliero, e sono pensate per prevenire il contatto con sostanze liquide pericolose. In questi concitati momento, la richiesta di maschere chirurgiche in Cina ha raggiunto i 200 milioni di maschere al giorno, come confermano le immagini sui social media di un gran numero di persone che le indossano in pubblico e negli aeroporti, temendo di contrarre il temibile coronavirus.

La dottoressa Jake Dunning, responsabile presso Public Health England, ha dichiarato: “Ci sono prove piuttosto inconsistenti circa un effettivo beneficio dell’uso di mascherine“. Dunning spiega che ci sono una serie di ragioni per cui esse non sono così efficaci: “Devono essere indossate in maniera corretta e cambiate frequentemente. Devono essere rimosse correttamente e soprattutto smaltite in modo sicuro. La via maestra, come sempre, è però utilizzarle in combinazione con un’adeguata profilassi igienica“. Purtroppo, la maggior parte dei tessuti che compongono le mascherine non ha un sistema di filtraggio delle particelle d’aria.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda massima attenzione all’igiene e di evitare il contatto con chi mostra sintomi

Se non sono indossate correttamente, i batteri possono infatti facilmente accedere al naso e alla bocca. Gli esperti hanno inoltre avvertito che il coronavirus è in grado di entrare nel corpo anche attraverso gli occhi. Anche se gli utenti dovessero conformarsi a queste regole, la ricerca mostra se vengono indossate per lunghi periodi, le mascherine tendono ad allentarsi, lasciando campo libero all’ingresso dei batteri.

L’OMS consiglia in ogni caso di lavarsi frequentemente le mani, utilizzando prodotti a base alcolica e con acqua calda e sapone, coprire bocca e naso con il braccio quando si starnutisce o si tossisce e soprattutto evitare il contatto ravvicinato con chiunque mostri sintomi come febbre o tosse. Viene inoltre raccomandato di ricercare assistenza medica precoce se si presenta febbre, tosse e difficoltà respiratorie e avvertire di eventuali viaggi intercontinentali gli operatori sanitari.

Nello Giuliano

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