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Coronavirus, le infezioni nascoste potrebbero causare nuovi focolai

Mentre la pandemia di coronavirus si allarga in tutto il mondo, i team di ricerca corrono per capire un cruciale puzzle epidemiologico: quale percentuale di persone infette ha sintomi lievi o assenti e potrebbe trasmettere il virus ad altri. Alcune delle prime stime dettagliate di questi casi segreti suggeriscono che potrebbero rappresentare circa il 60% di tutte le infezioni.

Molti scienziati hanno sospettato che vi sia una percentuale inosservata di casi nascosti che non mostrano nessun sintomo. La maggior parte delle persone con infezioni lievi non sarebbe abbastanza ammalata per cercare assistenza medica e probabilmente scivolerebbe oltre i metodi di screening come i controlli della temperatura, quindi l’entità del fenomeno e il suo ruolo nella trasmissione del virus è rimasto sfuggente.

“Comprendere la percentuale di casi asintomatici o lievemente malati sarà davvero importante per noi per capire cosa sta guidando questa particolare epidemia“, afferma Michael Osterholm, direttore del Center for Infectious Diseases Research and Policy dell’Università di Minnesota a Minneapolis.

 

I casi “invisibili” di coronavirus

Per valutare l’estensione delle infezioni occulte, un team di ricercatori in Cina e negli Stati Uniti ha sviluppato un modello che utilizza i dati clinici di 26.000 casi confermati in laboratorio segnalati alla commissione sanitaria di Wuhan, epicentro dell’epidemia, nella provincia cinese di Hubei.

In una prestampa pubblicata online lo scorso 6 marzo, il gruppo suggerisce che entro il 18 febbraio c’erano 37.400 persone con il virus a Wuhan di cui le autorità non erano a conoscenza. La maggior parte di quei casi non segnalati riguardava persone che presentavano sintomi lievi o assenti, ma che potevano ancora essere contagiosi, secondo gli autori.

“Secondo la nostra stima più prudente, almeno il 59% delle persone infette era in giro, senza essere testato e potenzialmente infettare gli altri”, afferma Wu Tangchun, un esperto di sanità pubblica dell’Università di Scienza e Tecnologia di Huazhong a Wuhan, che ha guidato lo studio. “Questo potrebbe spiegare perché il virus si è diffuso così rapidamente in Hubei e ora circola in tutto il mondo.”

 

 

Francesco Borea

Studente universitario Appassionato di tecnologia

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