Per cercare di trovare un farmaco efficace contro il Covid-19, i ricercatori dell’Università di Birmingham hanno sviluppato uno spray nasale in grado di proteggere dalla malattia utilizzando materiali già autorizzati per l’uomo. I materiali sono già ampiamente utilizzati in dispositivi medici, medicinali e persino prodotti alimentari.
Ciò significa che le normali procedure complesse per portare un nuovo prodotto sul mercato sono notevolmente semplificate, quindi lo spray potrebbe essere disponibile in commercio molto rapidamente. Hanno scoperto che le colture di virus cellulari hanno inibito l’infezione fino a 48 ore dopo essere state trattate con la soluzione e quando sono state diluite molte volte.
Lo spray è composto da due polimeri polisaccaridici. Il primo, un agente antivirale chiamato carragenina, comunemente usato come addensante, mentre il secondo una soluzione chiamata gellano, capacità di aderire alle cellule all’interno del naso. Quest’ultimo, è un componente importante perché ha la capacità di essere spruzzato in goccioline fini all’interno della cavità nasale, dove può coprire la superficie in modo uniforme, piuttosto che scivolare verso il basso e fuori dal naso.
Questo spray è realizzato con prodotti prontamente disponibili che sono già utilizzati in prodotti alimentari e medicinali. Significa che si potrà avviare la produzione di massa entro poche settimane. Sebbene i nasi filtrino migliaia di litri di aria ogni giorno, non c’è molta protezione dalle infezioni e la maggior parte dei virus è trasmessa attraverso il passaggio nasale. Lo spray fornisce quella protezione ma può anche impedire la trasmissione del virus da persona a persona.
Ridurrà la carica virale nel corpo, facendo si chele persone hanno meno probabilità di essere infettate da particelle virali attive. Il team ritiene che lo spray potrebbe essere particolarmente utile nelle aree in cui l’affollamento è meno evitabile, come gli aeroplani o le aule. L’applicazione regolare dello spray potrebbe ridurre significativamente la trasmissione della malattia.
Foto di Thorsten Frenzel da Pixabay
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