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La demenza senile è qualcosa con cui una grossa fetta di popolazione anziana in ogni paese del mondo ne ha a che fare. Riuscire a risolvere questo sviluppo degenerativo è importante per il futuro visto che la distribuzione in età sta tendendo sempre più verso i numeri più alti. Tra le tante ricerche in merito, una condotta dai ricercatori dell’Università di Cambridge ha preso in esame l’uso del litio.
Apparentemente le persone che prendevano trattamenti a basi di litio avevano minori possibilità di sviluppare segnali legati alla demenza senile. Si parla quindi di un trattamento preventivo e non una trattamento curativo. I risultati sono momentaneamente parziali in quanto il gruppo preso in esame risulta piccolo, ma sono informazioni potenzialmente utili per evitare la principale causa di morte per le persone anziane.
Le parole del dottor Shanqua Chen dell’università di Cambridge: “Il numero di persone affette da demenza continua a crescere, il che esercita un’enorme pressione sui sistemi sanitari. È stato stimato che ritardare l’insorgenza della demenza di soli cinque anni potrebbe ridurne la prevalenza e l’impatto economico fino al 40 percento. Si ritiene che il disturbo bipolare e la depressione mettano le persone a maggior rischio di demenza, quindi abbiamo dovuto assicurarci di tenerne conto nella nostra analisi.”
lo studio si è basato su 29.618 anziani con più di 50 anni. Tra questi, soltanto 548 avevano ricevuto il litio. Il gruppo di controllo ha visto un’incidenza della demenza senile dell’11,2% mentre nel gruppo sperimentale si parla del 9,7%. La differenza di grandezza tra i due gruppi aiuta a rendere questa ricerca parziale.
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