Un nuovo pesce robotico è in grado di nuotare grazie a un sistema circolatorio sintetico, che pompa del sangue artificiale (composto con una miscela a base di liquido per batterie) attraverso i suoi vari componenti per alimentare il suo piccolo motore. Il sangue sintetico consente al robot di immagazzinare il 325% in più di energia rispetto ad un’ordinaria batteria, sufficiente per consentirgli di nuotare per ben 37 ore.
Se però da un lato il pesce non può nuotare nè molto veloce nè molto lontano, il suo complesso sistema circolatorio è un esempio impressionante di come replicare gli organismi biologici consentirebbe di aiutare una nuova generazione di robot a diventare più autonoma ed efficiente che mai.
Il sangue robotico non solo immagazzina l’energia ma sostituisce anche il fluido idraulico che normalmente permetterebbe il movimento delle pinne del robot. Ciò aiuta il pesce robotico a raggiungere la velocità vertiginosa di 2,5 centimetri al secondo, ha dichiarato Robert Shepherd, l’ingegnere della Cornell University che ha lavorato all’interessante progetto.
L’eliminazione di pacchi di batterie e dei sistemi per la circolazione dei fluidi idraulici potrebbero essere stati la chiave per conferire ai piccoli robot subacquei la carica energetica necessaria per essere più autonomi e operare per periodi di tempo più lunghi senza dover necessariamente subire la periodica revisione degli ingegneri. Questo particolare prototipo di pesce robot, tuttavia, non è progettato per funzionare per lunghi periodi di tempo: la durata del suo “ciclo vitale” è stimata intorno alle 37 ore e sulla base di queste stime, riuscirà a malapena ad uscire dal serbatoio in cui è tenuto.
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