Ci sono collaborazioni che nascono da un’intuizione tecnica, e altre che partono da una visione condivisa dell’immagine stessa. DJI ha scelto la seconda strada con FAMILIARITÉ, un cortometraggio originale con protagonista e diretto creativamente da Isabelle Huppert, girato interamente sul DJI Osmo Pocket 4P. Non una vetrina tecnologica travestita da cortometraggio, ma una meditazione sulla letteratura, sulla memoria e sulla familiarità silenziosa che attraversa le donne nel tempo, resa possibile da una fotocamera che sta nel palmo di una mano.
Due dediche parallele all’immagine
Il punto di partenza del progetto è un incontro tra due filosofie che, apparentemente lontane, si sono rivelate sorprendentemente affini. Nel corso di una carriera che comprende oltre 120 film, premi come miglior attrice a Cannes e Venezia, un Golden Globe e una nomination agli Oscar, Isabelle Huppert è diventata sinonimo di ciò che si comunica senza parole: lo sguardo silenzioso, la micro-espressione contenuta. DJI ha inseguito per anni un obiettivo ingegneristico parallelo, catturare le sfumature più fini di luce e movimento con strumenti sempre più performanti e sempre meno invadenti.
In FAMILIARITÉ questi due percorsi si incontrano. Huppert non si è limitata a recitare: è passata dietro la macchina da presa plasmando il linguaggio visivo stesso del cortometraggio, scegliendo l’Osmo Pocket 4P come strumento. La fotocamera, discreta e leggera, è “quasi scomparsa sul set”, nelle sue parole, permettendole di lavorare nel suo stato più rilassato e spontaneo, una libertà creativa che le attrezzature cinematografiche tradizionali raramente concedono. “È la prima volta che scopro una fotocamera così minuscola: davvero straordinaria”, ha raccontato Huppert. “È quasi invisibile, eppure riproduce un’immagine di straordinaria nitidezza e precisione. Soprattutto, trasmette così bene l’emozione di un volto, e ciò che accadeva tra noi, tra la mia compagna e me.”
Due voci attraverso i secoli
Il cortometraggio non nasce da una trama tradizionale ma da una poesia: una conversazione nel tempo tra due donne che non si sono mai incontrate, ciascuna capace di trasformare una vita in parole scritte. George Sand (1804–1876) si fece sentire nella Francia del XIX secolo scrivendo sotto un nome maschile, una sfida che Huppert onora nel video indossando un abito sartoriale da uomo. Secoli prima, la poetessa cinese della dinastia Song Li Qingzhao (1084–circa 1155) resistette agli sconvolgimenti della propria epoca attraverso la forza duratura dei suoi versi.
“À Aurore” di George Sand attraversa il video come filo conduttore, culminando in uno scambio silenzioso tra Isabelle Huppert e una giovane ragazza cinese, un’eco di familiarità che attraversa tempo e cultura. Girato tra i raggi mutevoli del sole, le ombre degli alberi e l’acqua di un giardino tradizionale cinese, il cortometraggio è una narrazione visiva sulle donne, l’espressione e la libertà, non un semplice incontro tra epoche diverse.
Il linguaggio cinematografico costruito nel palmo di una mano
Il vero racconto tecnico di FAMILIARITÉ riguarda cosa è diventato possibile grazie alle dimensioni dell’Osmo Pocket 4P (qui la nostra recensione). Uno degli scambi più intimi del video si svolge tra Huppert e la sua co-protagonista a bordo di una piccola barca a remi alla deriva sullo stagno del giardino, uno spazio dove inserire una macchina da presa tradizionale con la relativa troupe sarebbe stato semplicemente impossibile senza rovinare l’atmosfera del momento. L’Osmo Pocket 4P si è posizionato in modo naturale all’interno della barca, mantenendo vive le due interprete attraverso il movimento leggero dell’acqua.
Gran parte del cortometraggio vive di riprese continue in movimento, effettuate a mano dal direttore della fotografia. Le dimensioni tascabili e la stabilizzazione meccanica a 3 assi hanno permesso all’operatore di muoversi liberamente e resettare tra un setup e l’altro in pochi secondi, mantenendo fluide le riprese e accelerando notevolmente il ritmo di lavoro sul set. L’ambientazione del giardino, ricca di contrasti estremi tra luci intense e ombre profonde, ha richiesto un’ampia latitudine dinamica. Il D-Log 2 con 17 stop di gamma dinamica ha preservato l’intera gradazione della luce, offrendo al colorista margine di manovra in post-produzione senza compromettere le condizioni di ripresa più esigenti.
Per catturare le espressioni più delicate di Huppert, la produzione ha scelto il teleobiettivo da 60mm, una lunghezza focale naturale per il ritratto che rende la pelle pulita e veritiera, comprimendo lo spazio in modo che il più lieve cambiamento di espressione risulti leggibile con chiarezza. Le prospettive più ampie, 15mm e 20mm, collocano invece ogni personaggio nel proprio spazio, trasformando ogni cambio di inquadratura in un salto nel tempo e nella dimensione narrativa.
Una missione dichiarata
Unendo stabilizzazione e gamma di lunghezze focali in un unico flusso visivo ininterrotto, l’Osmo Pocket 4P ha permesso alla produzione di lavorare a stretto contatto con la protagonista, catturando una narrazione incentrata sull’interpretazione, un approccio un tempo riservato a grandi troupe e attrezzature pesanti. FAMILIARITÉ ribadisce così la missione dichiarata di DJI: mettere una potenza di imaging senza compromessi nelle mani di ogni narratore, dimostrando che le dimensioni di una fotocamera non devono mai limitare la grandezza di una storia.

