Foto di Deon Black su Unsplash
A buona pace di molti, la sessualità in questi anni è molto diversi rispetto anche a solo pochi anni fa. Tra le tante rivoluzioni c’è sicuramente uno sdoganamento massiccio dei giocattoli sessuali che oltre ad essere offerti in grandi varietà, sono appunto diventati di uso comune. Un’accelerazione così ripentita non è stata seguita da una regolamentazione precisa e spesso le certificazioni sono legate a quelle dei semplici giocattoli, soprattutto per quanto riguarda l’uso di elementi tossici e per questo ci sono pericoli per la salute nascosti.
I giocattoli sessuali, per loro natura, vanno a contatto con membrane particolarmente sensibili del nostro corpo e non ci sono studi specifici dell’effetto che la plastica, la gomma, il silicone e il lattice possono avere, anche considerando la frizione in atto. Tra i rischi maggiori ci sono anche i ftalati, una sostanza che in accumulo può portare danni a diversi organi. Oltre a questo, proprio la frizione porta al rilascio di frammenti di nanoplastica.
Le parole dei ricercatori della Duke University: “Alcuni degli ftalati identificati nei nostri esperimenti sono stati osservati in concomitanza con gravi complicazioni della fertilità o perdita di fertilità nei roditori ad alte concentrazioni, sebbene la causalità possa non essere stata dimostrata, la correlazione è abbastanza preoccupante per giustificare ulteriori indagini.”
Con il sempre maggiore aumento della domanda, esperti stanno chiedendo una maggiore attenzione da parte degli enti proposti. La maggior parte della produzione dei giocattoli sessuali avviene in paesi dell’Asia dove non ci sono gli stessi regolamenti presenti negli Stati Uniti e in Europa. Una situazione complessa e al momento abbastanza ignorata.
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