I delfini che vivono nel canale della Manica sono esposti ad un micidiale “cocktail” di sostanze inquinanti, stando a quanto affermano gli scienziati. Uno studio ha infatti rilevato alcuni dei più alti livelli mai registrati di sostanze chimiche tossiche, tra cui alte concentrazioni di mercurio, nei corpi dei alcuni delfini tursiopi al largo della costa francese. I ricercatori affermano in proposito che è necessario fare molto di più per affrontare questo “problema invisibile” delle sostanze inquinanti che continuano a devastare i nostri oceani.
La Manica ospita infatti una delle ultime grandi popolazioni rimaste nei mari europei di delfini tursiopi. I ricercatori hanno prelevato campioni di tessuto da oltre 80 esemplari che vivono nelle acque al largo della Normandia e della Bretagna: essi hanno trovato alte concentrazioni di mercurio nella loro pelle e di bifenili policlorurati, o PCB, nei loro sfiatatoi. Altri prodotti chimici industriali, come diossina e pesticidi, sono stati trovati anche in campioni di grasso, che insieme possono fungere da veri e propri “cocktail” mortali.
“I nostri risultati hanno indicato un trasferimento di PCB dalle femmine ai loro cuccioli, il che potrebbe destare grande preoccupazione per l’intera popolazione di delfini“, ha affermato la dottoressa Krishna Das, dell’Università di Liegi, in Belgio. Gli scienziati affermano che l’habitat del delfino “Bottlenose” (così chiamato per la particolare forma del muso), un’area conosciuta come “Golfo Normanno-Bretone“, potrebbe diventare un’area di conservazione per proteggere le ultime popolazioni di questi animali.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, si basa su dati provenienti da indagini su alcuni filamenti di materiale, ha dichiarato Rob Deaville, del Cetacean Strandings Investigation Program. “In quanto predatori, i delfini tursiopi hanno un rischio maggiore di esposizione ad alcune delle sostanze chimiche menzionate in questo studio e poiché molte popolazioni costiere europee di delfini tursiopi sono relativamente piccole, possono essere sottoposte ad una maggiore minaccia alla loro conservazione“, ha aggiunto Deaville.
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