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Il cervello può essere “allenato” grazie ad un nuovo trattamento medico

In questo momento dell’anno ci si starà con ogni probabilità allenando per sfoggiare il miglior fisico da spiaggia per non farci trovare impreparati alla prova costume. Tuttavia, è ben noto che l’allenamento quotidiano è la chiave per costruire un corpo più forte e mantenere un buono stato di salute il più a lungo possibile. Ma quanto spesso e in che modo possiamo tenere in allenamento il nostro cervello?

 

“Mens sana in corpore sano” quindi?

Negli ultimi anni, la ricerca e persino alcune applicazioni per smartphone hanno dimostrato che effettivamente esiste la possibilità di mantenere in esercizio la nostra mente; un cervello in salute infatti ha la capacità di combattere lo sviluppo di malattie neurologiche e migliorare le prestazioni cognitive complessive.

Recentemente i ricercatori dell’Istituto D’Or per la Ricerca e l’Educazione sono riusciti ad elaborare un modo per consentirci di allenare il nostro cervello ad un livello completamente nuovo, sviluppando una tecnica che consente di indurre dei cambiamenti nelle nostre reti neurali in meno di un’ora. Nello studio, pubblicato sulla rivista scientifica Neuroimage, i ricercatori spiegano che questo tipo di allenamento cerebrale ha la capacità di rafforzare le connessioni neurali e il modo in cui diverse regioni del cervello comunicano tra loro.

 

Allenare il cervello con il “Neurofeedback”

Il “neurofeedback“, questo il nome del trattamento, è una forma di elettroencefalogramma che monitora l’attività cerebrale in tempo reale, nel tentativo di indurre una forma di “autoregolazionedella funzione cerebrale. Questo processo ha dato risultati molto promettenti secondo i ricercatori e potrebbe essere un mezzo molto utile per regolare le aree disfunzionali del cervello, associate a disturbi come il dolore cronico e la depressione.

Il dottor Theo Marins, scienziato biomedico presso l’IDOR e responsabile dello studio, ha dichiarato: “avevamo già idea delle straordinarie capacità di adattamento del cervello, ma non eravamo sicuri che questi cambiamenti potessero verificarsi in maniera così rapida. Comprendere in che modo è possibile influire sul funzionamento del cervello è la chiave per il trattamento di disturbi neurologici“.

 

La speranza è di riuscire ad aiutare chi soffre di disturbi neurologici

Lo studio ha preso in esame 36 soggetti sani, i quali venivano indotti ad aumentare l’attività delle regioni del cervello responsabili del movimento delle mani. Solo 19 di essi hanno ottenuto un effettivo “allenamento” del cervello, mentre per gli altri i cambiamenti percepiti erano perlopiù dovuti ad un effetto placebo.

In conclusione, i ricercatori hanno pertanto scoperto che il cervello dei partecipanti all’allenamento mostrava maggiore integrità quando impegnato in attività più intense e la rete neurale responsabile dei movimenti corporei si era notevolmente rafforzata. Grazie a questi risultati, il team spera di poter continuare a condurre ulteriori test al fine di sviluppare conoscenze sempre più precise per verificare se i pazienti affetti da disturbi neurologici possano trarne beneficio.

Nello Giuliano

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