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La nebulosa del Granchio si mostra grazie alle immagini di Hubble

La NASA ha rilasciato nuove immagini della Nebulosa del Granchio in occasione del ventinovesimo anniversario del Telescopio Spaziale Hubble. La Nebulosa del Granchio del Sud, che prende il nome dalla sua somiglianza con la controparte settentrionale della Nebulosa del Granchio, si distingue per la sua “peculiare” struttura a forma di clessidra, come riporta l’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Una stella gigante rossa e una nana bianca stazionano al centro della nebulosa, formando un sistema stellare binario. Le immagini documentano in modo incredibilmente accurato il modo in cui la stella rossa espelle continuamente materiale, che viene assorbito dalla nana bianca, in quello che la NASA ha descritto come un “valzer gravitazionale“, che si traduce nella caratteristica forma a clessidra.

 

Una danza intergalattica

Mentre le stelle “roteano” in questa turbolenta danza, enormi quantità di gas si disperdono nello spazio “come una mongolfiera in fuga“, stando alle parole della NASA. “Quando una certa quantità di questo materiale viene attratta verso la nana bianca, questa lo espelle a sua volta verso l’esterno con una sorta di eruzione, creando le strutture che caratterizzano la nebulosa“, ha spiegato l’ESA.

In un futuro molto remoto, il gigante rosso cesserà di espellere materiale presente nei suoi strati più esterni e smetterà di ‘dar da mangiare‘ alla nana bianca. Prima di questo momento, è possibile che si verifichino più eruzioni, andando a creare strutture ancora più complesse“, ha aggiunto l’agenzia.

 

Una straordinaria forma a “zampe di granchio”

I punti più luminosi della nebulosa sono visibili ai bordi della nebulosa, dove si accumulano bolle di gas e polvere. Questo particolare conferisce alla nebulosa la peculiare forma a “zampe di granchio“, con i punti luminosi probabilmente composti da idrogeno, zolfo, azoto e ossigeno, secondo la NASA.

La Nebulosa del Granchio Meridionale si trova a circa 7.000 anni luce di distanza dalla Terra e si trova nella costellazione del Centauro. Gli scienziati sono riusciti a spiegare a cosa sia dovuta la sua peculiare forma, ma il più delle volte, le forme che le nebulosa assumono restano un vero grattacapo per gli studiosi. La nebulosa fu infatti studiata per la prima volta nel 1967 e gli scienziati pensavano fosse solo una stella ordinaria.

 

Il fondamentale contributo di Hubble

Tuttavia, quando essa fu osservata in modo più dettagliato nel 1989, gli astronomi si resero conto della curiosa conformazione a clessidra, molto complessa e distintiva. Fu solo circa un decennio dopo, nel 1998, quando la nebulosa entrò per la prima volta nel campo visivo di Hubble, che gli scienziati ottennero la loro prima immagine completa della complessa struttura della nebulosa del Granchio.

Ovviamente, l’occhio umano non è in grado di vedere questa spettacolare formazione stellare senza il contributo di Hubble. Le incredibili immagini sono solo un assaggio dei fenomeni interstellari che Hubble ha registrato dall’inizio della sua attività. Hubble è infatti stato lanciato in orbita il 24 aprile 1990, a bordo dello space shuttle Discovery, ed è nato da una partnership tra la NASA e l’ESA.

 

In futuro, Hubble sarà sostituito dal James Webb Space Telescope

Il telescopio ha esaminato oltre 43.500 oggetti celesti e raccolto oltre un milione di immagini. Nei suoi 28 anni di vita,  ha percorso la Terra più di 170.000 volte e ha viaggiato ancora più lontano della distanza dalla Terra a Plutone. Il telescopio sembra essere ancora in buone condizioni e i tecnici hanno affermato che il telescopio continuerà a funzionare fino al 2020.

Il suo successore, il James Webb Space Telescope, dovrebbe essere lanciato entro maggio 2020. Il telescopio James Webb è stato descritto come una “macchina del tempo” che potrebbe aiutare a svelare i segreti del nostro universo; esso sarà utilizzato per cercare di individuare tracce delle prime galassie, nate nell’universo primordiale oltre 13 miliardi di anni fa e osservare più da vicino stelle, pianeti extrasolari nonchè lune e pianeti del nostro sistema solare.

Nello Giuliano

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