Foto di John Torcasio su Unsplash
Paleontologi della Flinders University hanno scoperto tre nuove e affascinanti specie di canguro gigante fossile provenienti da Australia e Nuova Guinea. Queste creature, appartenenti al genere estinto Protemnodon, erano molto più diverse per forma, dimensioni e stile di salto di quanto si pensasse in precedenza.
Le nuove specie, vissute tra 5 milioni e 40.000 anni fa, includono Protemnodon viator, un canguro dal peso di circa 170 kg, quasi il doppio del canguro rosso maschio più grande odierno. Questa specie, adattata all’arido habitat dell’Australia centrale, era un saltatore agile e veloce, simile ai moderni canguri rossi.
Protemnodon mamkurra, un canguro robusto e muscoloso del peso di circa 50 kg, si muoveva probabilmente in modo più goffo e saltava raramente, forse solo quando spaventato.
Protemnodon dawsonae, una specie meno conosciuta, era probabilmente un canguro di media velocità simile a un wallaby delle paludi.
Queste nuove scoperte dimostrano che i Protemnodon erano molto più diversi di quanto si pensasse in precedenza. Si erano adattati a una varietà di ambienti, dall’arida Australia centrale alle foreste pluviali della Tasmania e della Nuova Guinea. Alcune specie erano quadrupedi, mentre altre saltavano su due gambe come i canguri moderni.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Megataxa, è il risultato di un’analisi approfondita di oltre 800 fossili provenienti da musei di quattro paesi. Permette di risolvere un enigma durato quasi 150 anni sull’identità delle specie di Protemnodon e fornisce informazioni preziose sull’evoluzione dei canguri.
Nonostante la loro diversità, i Protemnodon si sono estinti in Australia continentale circa 40.000 anni fa, mentre alcune specie potrebbero essere sopravvissute un po’ più a lungo in Nuova Guinea e Tasmania. Le ragioni di questa estinzione rimangono un mistero, ma future ricerche potrebbero aiutarci a comprenderla meglio.
Queste nuove scoperte rappresentano un passo avanti significativo nella nostra comprensione della diversità e dell’evoluzione dei canguri. Offrono inoltre spunti interessanti per future ricerche sulla paleoecologia e l’estinzione di questi animali iconici.
Note aggiuntive:
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