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Ossa di dinosauro: la perfetta casa per alcuni microrganismi

La trama di Jurassic Park è diventata all’improvviso ancora più improbabile, non che prima fosse il contrario. Con il fatto che la clonazione è diventata pian piano più affidabile, la possibilità di clonare gli antichi padroni della Terra poteva essere concreta. A frenare l’entusiasmo è stato un nuovo studio che ha evidenziato come le ossa di dinosauro siano al momento la casa di altri organismi. Nel momento in cui si cercherebbe di prelevare il DNA dal tessuto osseo potrebbe risultare più probabile recuperare quello di questi microrganismi.

Ecco la dichiarazione di Eva Saitta, autore dello studio e ricercatore presso il Field Museum: “Questo è un nuovo terreno, questa è la prima volta che scopriamo questa comunità microbica unica in queste ossa fossili mentre sono sepolte nel sottosuolo. E direi che è un altro chiodo nella bara nell’idea che le proteine ​​dei dinosauri vengano preservate intatte.”

 

Ossa di dinosauro e microrganismi

Lo studio ha portato la Saitta in diversi laboratori. Ogni volta il risultato era lo stesso ovvero che le antiche ossa erano la casa per dei nuovi organismi i quali erano arrivati lì ancora prima della scoperta dei reperti; il dubbio e se ci erano arrivati una volta che le ossa venivano esposte all’aria. La presenza di quest’ultimi è parzialmente spiegabile dal fatto che all’interno delle ossa si trovano sostanze nutritive e grazie alla porosità della struttura c’è anche dell’assorbimento di umidità.

Al momento questo fenomeno deve essere approfondimento, ma ecco un altro commento della Saitta: “È una delle nuove frontiere della paleontologia moderna, stiamo iniziando a intraprendere un tipo molto diverso di caccia fossile, non stiamo solo cercando ossa e denti, sperando di trovare nuove specie, stiamo facendo ricerche sui fossili molecolari, apre una linea completamente nuova di prove con cui studiare la vita nel passato.”

Giacomo Ampollini

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