Foto di Ehimetalor Akhere Unuabona su Unsplash
Il Parkinson è una malattia complessa e con molte sfaccettature e così lo sono i vari sintomi. Secondo un nuovo studio, proprio le allucinazioni possono risultare essere un segno premonitore, un principio del morbo, è ancora più nello specifico la sensazione di sentirsi osservato. Con i dati raccolti si è visto come un terzo di chi ha una diagnosi presenta tale sintomo.
Si tratta di una ricerca piccola in quanto va ad interessare 75 pazienti con un’effettiva diagnosi di Parkinson, tutti di un’età compresa tra i 60 e i 70 anni. Tra questi, appunto, sono stati segnalati frequenti casi di allucinazioni audio-visive. Grazie all’uso di questionari e interviste neuropsicologiche, si è giunti alla conclusione che chi provava queste esperienze finiva per avere un decorso più grave della malattia in un arco temporale di 5 anni.
Le parole dei ricercatori: “Ora sappiamo che le allucinazioni precoci devono essere prese sul serio nel morbo di Parkinson. Rilevare i primi segni di demenza significa gestire precocemente la malattia, permettendoci di sviluppare terapie migliorate e personalizzate che cercano di modificare il decorso della malattia e migliorare la funzione cognitiva. Finora, abbiamo solo prove che collegano il declino cognitivo e le prime allucinazioni per il morbo di Parkinson, ma potrebbe anche essere valido per altre malattie neurodegenerative.”
Di fatto le allucinazioni si possono banalmente considerare come una percezione falsata dell’esperienza sensoriale. In caso di esclusione di cause di origine esterna, la colpa è legata ad anomalie della funzione cerebrale. Partendo da questo punto di vista, si può sperare di trovare nuove vie di studio e di trattamenti sul morbo di Parkinson.
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