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Secondo uno studio, gli uomini sono più propensi a credere alle teorie del complotto

Uno studio pubblicato all’inizio di quest’anno ha scoperto che negli Stati Uniti i repubblicani sono più propensi a credere alle teorie del complotto relative al coronavirus rispetto ai democratici. L’attuale contesto politico è quello in cui il presidente repubblicano è ampiamente criticato per la sua gestione della pandemia, quindi i repubblicani sono più portati a credere che, ad esempio, scienziati e media stiano sopravvalutando la gravità del virus. Se gli Stati Uniti avessero un presidente democratico criticato per la gestione della pandemia, più democratici avrebbero creduto a queste teorie della cospirazione relativamente al coronavirus, sostiene l’autore dello studio, Joanne Miller, professore presso il Dipartimento di Politica dell’Università del Delaware.

 

I risultati dello studio sono molto significativi e forniscono uno spaccato sulla società contemporanea

Ma un nuovo studio pubblicato su Politics & Gender, condotto da Miller e dalla collega Erin Cassese, ha scoperto che il genere è importante tanto quanto l’affiliazione politica. In un sondaggio condotto su oltre 3.000 persone ad aprile, gli uomini mostravano una maggior tendenza a sostenere le teorie del complotto relativamente alla pandemia rispetto alle donne. La maggior parte di noi è immersa nelle preoccupazioni per salute, finanze, lavoro o educazione dei figli e sente una sensazione di impotenza. “Durante una pandemia globale, ci si trova in una specie di tempesta perfetta di incertezza“, ha detto Miller. “E così, quando sentiamo una mancanza di controllo, incertezza o impotenza, cerchiamo spiegazioni sul perchè l’evento  che ci sta facendo sentire in quel modo si sia verificato. E ciò può portarci a collegare punti che non dovrebbero essere collegati, perchè stiamo cercando di avere risposte e, a volte, quelle risposte sono teorie della cospirazione“.

Miller e Cassese hanno utilizzato la ricerca precedente come punto di partenza: uomini e donne vivono la pandemia in modo diverso. Ad esempio, gli uomini sono più vulnerabili al virus, ma le donne hanno maggiori probabilità di trovarsi in prima linea a combatterlo e di portare la malattia a casa, con annessa sensazione di ansia e “senso di colpa“. Il team ha condotto un sondaggio utilizzando 11 teorie cospirative popolari, tra cui affermazioni secondo cui la Cina o gli Stati Uniti abbiano rilasciato il virus per errore; che le antenne del 5G siano la causa del virus; che Bill Gates stia progettando di iniettarci in qualche modo un vaccino.

 

Impotenza appresa e pensiero cospiratorio: due ingredienti per un mix davvero inconsueto

Tra i democratici, c’erano differenze di genere statisticamente significative per tutte e 11 le teorie della cospirazione; tra i repubblicani, ci sono state differenze di genere per nove degli 11 intervistati. Le differenze di genere erano notevoli, hanno dichiarato i ricercatori, dato che i divari di genere nell’opinione pubblica tendono ad essere molto più contenuti e i risultati sono stati sorprendenti, dato che il lavoro precedente non aveva trovato un nesso coerente tra le convinzioni della teoria del genere e della cospirazione. Allora perchè proprio gli uomini? Due fattori sono collegati al divario di genere: “impotenza appresa“, ossia la sensazione che tutto sia fuori dal nostro controllo e qualsiasi azione si provi a compiere sia sostanzialmente inutile; e il “pensiero cospiratorio“, che è una tendenza a pensare ai principali eventi e problemi politici in termini cospiratori, pur senza avere alcun legame con, in questo caso, la pandemia.

Il fattore chiave è l’impotenza appresa. Miller ha descritto il processo: alcune persone, di fronte a ripetuti fallimenti nel tentativo di influenzare il cambiamento positivo della loro vita, arrivano a credere di essere impossibilitate a controllare le cose che vogliono controllare. Il conseguente senso generale di impotenza può portare a credere a teorie della cospirazione, ritiene Miller. “Quello che stiamo scoprendo in questa ricerca è che gli uomini hanno maggiori probabilità di ottenere un punteggio più alto in impotenza appresa“, continua Miller. “Questo potrebbe essere riconducibile a quello che sta accadendo a causa della pandemia stessa, perchè non riescono a controllare quello che sta succedendo in questo momento“.

Nello Giuliano

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