Foto di Franco Antonio Giovanella su Unsplash
Che i suoni forti siano in grado in poco tempo di danneggiarci l’orecchio con il rischio della perdita dell’udito non è una novità. Detto questo, un nuovo studio ha visto il reale meccanismo dietro questo fenomeno. Si parla di un elemento ben specifico che va a interferire con le cellule dell’orecchio andando a interrompere la comunicazione chimico tra di loro portando di fatto a una progressiva sordità.
I ricercatori dell’Università di Pittsburgh, studiando i topi in laboratorio, hanno notato la presenza di picchi dei livelli di zinco nell’orecchio. Questo elemento, come appena detto, va a impedire la comunicazione. Sapere questo può aiutare a trovare farmaci specifici in grado di contrastare questo effetto fisico e tangibile. Ovviamente andrebbero presi prima dell’evento con rumori forti e in molti casi può risultare molto utile.
Il zinco si trova già di suo all’interno dell’orecchio, nello specifico nelle cellule ciliate cocleari e nel limbo della spirale. I rumori forti però ne fanno abbandonare la presenza andando a creare un disequilibrio in grado di portare alla perdita dell’udito. Man mano che si vanno a sentire rumori forti, l’accumulo aumenta sempre di più finché non porta a un danno permanente.
Le parole dei ricercatori: “Questi risultati evidenziano la segnalazione dello zinco come potenziale bersaglio per prevenire e mitigare la perdita dell’udito indotta dal rumore. L’interruzione genetica o farmacologica della segnalazione dello zinco promuove il recupero cocleare dopo un trauma da rumore. La perdita dell’udito indotta dal rumore danneggia milioni di vite ma, poiché la biologia della perdita dell’udito non è completamente compresa, prevenirla è stata una sfida continua.”
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