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Vista: come gli schermi possono influenzare i nostri occhi?

L’avvento della tecnologia digitale ha portato a un crescente utilizzo di schermi in vari aspetti della nostra vita quotidiana, come smartphone, computer, tablet e televisori. Sebbene questi dispositivi abbiano rivoluzionato la comunicazione e l’accesso alle informazioni, è importante considerare gli effetti che possono avere sulla salute dei nostri occhi. Tuttavia dopo ore passate davanti allo schermo, potremmo notare dolore intorno agli occhi e per periodi di tempo più lunghi la vista potrebbe peggiorare.

Quindi in che modo il tempo eccessivo sullo schermo danneggia effettivamente gli occhi? Questo si verifica perché fissare uno schermo per lunghi periodi richiede uno sforzo maggiore da parte dei muscoli oculari per mantenere la messa a fuoco. Quando ci concentriamo su qualcosa nelle immediate vicinanze, i muscoli ciliari dell’occhio che regolano la forma del cristallino si contraggono, conferendo al cristallino una forma più sferica per mettere a fuoco l’immagine sulla retina. Si ipotizza che un uso eccessivo dei muscoli ciliari possa portarli ad ispessirsi, indebolendo la capacità dell’occhio di rilassare il cristallino in una forma appiattita.

 

Schermi, quali sono gli effetti di quest’ultimi sui nostri occhi e la nostra vista?

Gli schermi emettono una quantità significativa di luce blu ad alta energia, che è stata associata a disturbi del sonno e alterazioni del ritmo circadiano. L’esposizione alla luce blu in serata può sopprimere la produzione di melatonina, un ormone che regola il sonno, interferendo così con la qualità del riposo notturno. La sindrome da visione del computer è una condizione caratterizzata da una serie di sintomi, tra cui visione offuscata, mal di testa, sensibilità alla luce e dolore agli occhi. Questi sintomi possono derivare dall’uso prolungato degli schermi e dalla mancanza di posture ergonomiche durante l’utilizzo.

Studi recenti hanno suggerito un collegamento tra l’uso intensivo degli schermi e l’incremento dei casi di miopia, in particolare nei bambini e negli adolescenti. L’esposizione prolungata ai dispositivi digitali sembra influenzare la crescita e la forma dell’occhio, contribuendo così allo sviluppo della miopia. Per proteggere la salute dei nostri occhi durante l’uso degli schermi, è possibile adottare alcune strategie. Una delle più efficaci è la regola “20-20-20”, che prevede di fare una pausa ogni 20 minuti di utilizzo dello schermo e fissare un oggetto distante per almeno 20 secondi. Inoltre, è consigliabile regolare la luminosità dello schermo in base all’ambiente circostante e utilizzare filtri anti-luce blu per ridurre l’esposizione a questa lunghezza d’onda dannosa.

Un’altra strategia chiave è adottare una postura corretta durante l’utilizzo degli schermi. Posizionare lo schermo all’altezza degli occhi e mantenere una distanza adeguata tra gli occhi e lo schermo può ridurre lo sforzo muscolare e prevenire l’affaticamento visivo. Per preservare il ritmo circadiano e migliorare la qualità del sonno, è consigliabile limitare l’uso degli schermi nelle ore serali. Ridurre l’intensità luminosa degli schermi durante la notte o utilizzare modalità con luce blu ridotta può aiutare a minimizzare gli effetti negativi sulla melatonina. sebbene gli schermi digitali siano ormai una parte essenziale della nostra vita, è fondamentale considerare gli effetti potenzialmente dannosi che possono avere sulla salute dei nostri occhi. Adottare pratiche di utilizzo responsabile, insieme a strategie ergonomiche e di protezione, può contribuire a preservare la salute visiva nel lungo termine.

Foto di Welcome to All ! ツ da Pixabay

Tags: schermivista
Marco Inchingoli

Nato a Roma nel 1989, Marco Inchingoli ha sempre nutrito una forte passione per la scrittura. Da racconti fantasiosi su quaderni stropicciati ad articoli su riviste cartacee spinge Marco a perseguire un percorso da giornalista. Dai videogiochi - sua grande passione - al cinema, gli argomenti sono molteplici, fino all'arrivo su FocusTech dove ora scrive un po' di tutto.

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