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Note 7: Samsung vieta l’accesso alle reti mobile, é impossibile usarlo

Chiunque pensasse di averla passata liscia con Note 7 si è sbagliato alla grande. L’operatore, infatti, ha provveduto in nuova Zelanda ad inibire l’accesso ai servizi di rete mobile degli operatori locali, rendendo così del tutto inefficace il prodotto stesso che, in uso locale, ha davvero poco da offrire. La mossa è chiara: gli utenti devono restituire i propri smartphone difettosi.

A nulla sono valsi i tentativi della sudcoreana di inibire l’utilizzo dei nuovi malcapitati phablet della linea Note 7, recentemente sottoposti a ritiro intenzionale dal mercato dopo due campagne di richiamo rivelatisi fallimentari. Ad ogni modo il pubblico è ostinato e non considera nemmeno minimamente la possibilità di restituire il device, nonostante gli incentivi ed i benefici messi a loro disposizione. Ed ecco che Samsung si dice pronta a fornire la sua risposta in merito.

La società ha disposto il blocco definitivo delle comunicazioni con l’esterno. Nulla da fare, quindi, per tutti quegli utenti che hanno creduto di aver evitato la restituzione, a meno di non voler utilizzare il loro terminale come lettore di file MP3.

galaxy note 7 restituzione

Gli utenti neozelandesi possessori di un device Galaxy Note 7 stanno, nel corso di queste ore, ricevendo via SMS adeguato preavviso in merito a ciò che accadrà nel corso della prossima settimana. Tra il 4 Novembre 2016 ed il 18 Novembre 2016, di fatto, avverrà il definitivo blocco degli accessi ai network globali, senza ulteriori proroghe. La decisione è stata presa.

Questo quanto avvenuto per la Nuova Zelanda. Ma per il resto del mondo? Negli Stati Uniti ed in Europa, almeno per il momento, ci si è portati a conoscenza del ban di utilizzo e trasposto a bordo dei velivoli pubblici e delle limitazioni indotte alla carica (massimo 60%), oltre che ad una serie di incentivi in denaro che dovrebbero contare, in extremis, anche sulla concessione gratuita di uno dei prossimi Galaxy S8, sebbene la notizia sia ancora da confermare ufficialmente.

Ovviamente, una soluzione del genere potrebbe di certo rivelarsi il migliore incentivo alla restituzione del terminale, visto e considerato che in Europa sono oltre un terzo gli utenti che si rifiutano categoricamente di procedere alla restituzione.

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