Paolo Nespoli, 60 anni compiuti ad aprile, è partito per una nuova avventura nello spazio. Per l’astronauta cresciuto a Verano Brianza si tratta della terza volta dopo le esperienze del 2007 e del 2010, un’impresa che rende ancora più straordinaria una carriera da record.

Da poche ore Nespoli è tornato sulla ISS (Stazione Spaziale Internazionale), ma si porta un po’ di italia con sé. Sono 11 gli esperimenti selezionati dall’Agenzia Spaziale Italiana, i risultati ottenuti nello spazio serviranno a gettare le basi per nuove missioni.

La nuova avventura di Paolo Nespoli sulla ISS

E’ partita la missione Vita, la terza per Nespoli dopo Esperia e MagISStra. Decollo avvenuto senza problemi dalla base di Baikonur in Kazakistan alle 17.41 (ora italiana), a bordo il nostro Paolo Nespoli, l’americano Randy Bresnik e il russo Sergey Ryazansky. Ci è voluto poco alla Soyuz per entrare in orbita, meno di dieci minuti.

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Partiamo dal Corm, esperimento volto a verificare l’efficacia del coenzima Q10, antiossidante, nell’evitare i danni causati alle cellule della retina da radiazioni e microgravità. I dati che verranno raccolti non saranno utili solo ai futuri astronauti, ma aiuteranno nel trattamento di malattie quali il glaucoma.

Passiamo al progetto Nanoros, riguardante l’utilizzo di antiossidanti nanotecnologici, come ad esempio l’ossido di cerio. I test saranno fondamentali per studiare le reazioni di numerose patologie, tumori e malattie autoimmuni giusto per citarne un paio, caratterizzate da stress ossidativo.

Myogravity invece, come suggerisce il nome, serve a indagare circa gli effetti della microgravità come l’atrofia muscolare. I risultati ottenuti costituiranno una base solida per l’approccio a missioni di lunga durata, durante le quali il mantenimento del tono muscolare rappresenta una delle principali problematiche per agli astronauti.

Il metabolismo osseo e il ruolo degli endocannabinoidi in questo processo sono l’oggetto di Serism. Gli endocannaibinoidi sono lipidi che vengono prodotti dalle cellule staminali, il loro studio serve a evitare la perdita di massa ossea. Utile per gli astronauti, ma anche per le persone anziane alle prese con l’osteoporosi e le donne in menopausa, spesso colpite da problematiche di questo tipo.

Un device portatile in grado di misurare biomarker in campioni di liquidi orali, questo l’oggetto di In-Situ. Il dispositivo in questione sarà utilizzato da Paolo Nespoli e i suoi colleghi per monitorare il livello di stress e tenere sempre sotto controllo la salute dell’intero equipaggio.

C’è spazio anche per lo sviluppo di un’applicazione per iPad, il progetto Aramis è incentrato sulla realtà aumentata e sull’utilizzo di questa tecnologia per la gestione delle attività a bordo della ISS. Questa app sarà molto utile nello svolgimento di operazioni non adeguatamente testate in fase di addestramento.

Passiamo ora a Perseo, una specie di giacca piena di acqua, una corazza per astronauti che grazie a questo indumento riducono le radiazioni cosmiche. Questo strumento, particolare utile durante i brillamenti solari, rappresenta una base importante in vista di missioni spaziali di lunga durata.

Gli astronauti devono allenarsi ovviamente, il programma Orthostatic Tolerance serve a evitare problemi di intolleranza ortostatica, parliamo dunque di tutti i disturbi che vanno a influenzare la corretta posizione eretta dei corpi, questione di non poco conto durante missioni lunghe. E’ previsto un piano di training personalizzato per limitare i danni dovuti all’inattività.

L’esperimento Arte non è all’esordio, nel 2016 Tim Copra ha già condotto esperimenti su heat pipe contenenti fluidi a bassa tossicità. I dati ottenuti da questo esperimento potrebbero avere ripercussioni anche in ambito industriale, pensiamo alla sviluppo di caldaie a condensazione.

Multi-Trop, esperimento vincitore del concorso Youth Iss Science, serve all’osservazione dello sviluppo delle radici per capire come, in assenza di acqua, gravità ed elementi nutritivi, esse si sviluppano.

Paolo Nespoli, da buon italiano, può fare a meno di un buon caffè? Ecco il progetto ISSPresso, ormai un veterano dello spazio visto che è attivo dal maggio 2015. Comprendere il comportamento dei fluidi in condizioni di microgravità con particolare attenzione alla schiuma originata dalla miscela.