Ecco perchè Google dovrebbe comprarsi Slack

Da alcune indescrizioni si prevede che il colosso Google Inc. potrebbe molto presto acquistare la startup di grande successo Slack.com

Ma innanzitutto cosa è Slack?

E’ una piattaforma per la comunicazione interna ai gruppi di lavoro. Si potrebbe definire una chat di gruppo dedicata ai team. Uno spazio dedicato alle squadre di lavoro impegnate nella realizzazione di un progetto che permette di comunicare sul lavoro superando le email.
Lo slogan di Slack ci fa capire meglio di cosa si tratta: “Tutti i tuoi messaggi in un unico posto, tutto istantaneamente accessibile alla ricerca, dovunque tu sia”.
E’ quindi un progetto che attraverso i sistemi di messaggistica istantanea ci consente di comunicare con più persone allo stesso tempo, velocizzando e migliorando il lavoro di tutti i giorni.

Diciamoci la verità, chi, lavorando in gruppo, non si è mai lamentato per il quantitativo esagerato di mail, messaggi, comunicazioni e notifiche che invadono i nostri smartphone e notebook? Slack racchiude tutto ciò di cui ha bisogno una équipe lavorativa in una realtà ideale!
Ad oggi risulta avere 1,25 milioni di utenti a pagamento e 4 miliardi di valore complessivo.

Ma perchè Google potrebbe acquistare Slack?

Secondo gli analisti Google avrebbe l’opportunità di raggiungere i competitor all’interno di un business dedicato alla qualità lavorativa delle imprese, un settore in cui Google zoppica rispetto ai concorrenti come Facebook, che ha appena lanciato “Workplace” (il social network aziendale) e a Microsoft che continua ad aggiornare il suo progetto “Teams” (l’area di lavoro di Office 365 che propone un software per chat di gruppo).

Google + Slack sarebbe quindi una mossa eccellente da portare a termine per il giovane CEO del motore di ricerca più famoso del mondo, Sundar Pichai.
Slack risulta essere anche ben avviata all’interno del panorama Android e iOS, offrendo 600 app che si integrano alla perfezione con il sistema.
L’anno scorso Slack ha potuto usufruire di una prima collaborazione con Google partecipando allo sviluppo di un Drive Bot marchiato BigG, che consente a chi usa Slack di modificare i file direttamente in Google Docs, senza dover aprire il programma.
Inoltre è stata implementata un’ulteriore funzione che permette di visionare file contenuti nelle cartelle senza dover aprire altre finestre.
Google ha quindi potuto toccare con mano la reale determinazione, preparazione e competenza degli engineer operativi di Slack: l’opportunità per trasformare questa semplice “collaborazione” con Google in una vera e propria acquisizione, creando un modello vincente, potrebbe essere dietro l’angolo.

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“Tutti i tuoi messaggi in un unico posto, tutto istantaneamente accessibile alla ricerca, dovunque tu sia”.

Slack non è nuovo all’interesse dei colossi dell’informatica californiana. Due anni fa, agli albori del progetto, fu proprio Microsoft a voler acquistare la startup per 8 milioni di dollari. L’affare non andò a buon fine per volontà del capo supremo, Bill Gates, il quale preferì concentrarsi sullo sviluppo di Skype.

Slack nasce da un insuccesso

Come molte startup di successo, anche Slack è nata grazie ad una serie di errori che hanno portato fuori strada i progettisti.
L’ideatore fu proprio Stewart Butterfield, l’imprenditore canadese che ha cofondato Flickr. Slack fu lanciata sul mercato ad agosto 2013.
Dopo un lungo periodo di stallo, la startup ha visto crescere vertiginosamente il bacino di utenza soltanto dopo due anni.
La compagnia che ha sviluppato Slack, la Tiny Speck di Butterfield, nel 2011, stava lavorando allo sviluppo del gioco online “Glitch”, un progetto che si rivelò così mal strutturato e non coordinato al punto da dover interrompere la progettazione.
Il team di Glitch era formato da sviluppatori, ingegneri e grafici sparsi tra Canada, California e New York. Era molto difficile riuscire ad avere una comunicazione puntuale e precisa. Così gli sviluppatori di Tiny Speck crearono una app che potesse facilitare il loro lavoro, una vera e propria chat di gruppo per condividere le idee, scambiare file e documenti; per far ciò si ispirarono alle reti IRC.
Dopo non molto si accorsero che con la creazione di questa piattaforma, che poi prese il nome di Slack, utilizzavano sempre meno frequentemente la posta elettronica. Dopo aver abbandonato in definitiva lo sviluppo del gioco “Glitch” decisero di dedicarsi esclusivamente alla progettazione in grande di Slack.
Oggi Slack è utilizzata in vari campi imprenditoriali: dal giornalismo e dai magazine online (vedi BuzzFeed, The Verge) alle realtà dell’e-commerce come (Amazon e Ebay) per coordinare i team.

Insomma, Google potrebbe veramente tentare il colpaccio dal momento che le chat aziendali sono considerate il nuovo business miliardiario, poichè consentono di rimanere sempre aggiornati e risparmiare tempo nel lavoro, riducendo le inutili riunioni che contribuiscono a creare stress.

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