Stavamo per dare un titolo diverso a questo articolo, “CIA e scienza non parlano la stessa lingua, il subconscio parla in Reverse Speech”, ma non avrebbe funzionato, troppo lungo per le regole SEO.

Il titolo non importa, la questione è davvero curiosa.

Il lavoro di una vita di David John Oates ha avuto il suo coming-out un po’ di tempo fa.

Nel mese di giugno 2017, la Central Intelligence Agency ha declassificato la tecnica di Reverse Speech privandola del carattere di segretezza. La CIA ha incluso nel suo archivio online ed approvato il libro di Oates intitolato “Hidden Messages in Human Communication” (ndr: “Messaggi nascosti nella comunicazione umana”) pubblicato nel 1991, dopo che l’autore aveva tenuto una conferenza a Washington proprio con la CIA, l’FBI ed altre agenzie autorevoli.

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Che significa “la CIA ha declassificato” il libro (inserito come parte di un progetto Stargate) privandolo del carattere di segretezza? Lo convalida? Lo ufficializza? Riconosce la validità scientifica di questa tecnica d’indagine che scomoda, addirittura, il subconscio?

La tecnica del Reverse Speech è tanto affascinante quanto controversa, non da ieri ma da 30 anni.

Si fonda sull’analisi del discorso rovesciato. Analizzare un discorso al contrario può rivelare i segreti del subconscio di ognuno di noi.

C’è chi considera tutto questo un buon soggetto per un film, chi pseudo-scienza, ma come la mettiamo ora che la CIA l’ha declassificato? Viene riconosciuto dall’autorità ma non dalla scienza?

Benvenuti nello strano caso di Dr. Oates e Mr. Reverse Speech.

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Reverse Speech: una pseudoscienza ‘pericolosa’

Oates sostiene che, durante la produzione del linguaggio parlato, gli ‘altoparlanti umani’ generano a livello subconscio messaggi nascosti: questi lasciano intuire i pensieri più intimi, più veri, segreti. In media, secondo Oates, una volta ogni 15-20 secondi di conversazione casuale, una persona produrrebbe due frasi correlate tra loro: un messaggio ‘avanzato’ (ascoltato consapevolmente) ed un messaggio all’indietro (o rovesciato) integrato in modo inconsapevole.

Questi due modi di comunicare (in avanti e indietro) sono presumibilmente dipendenti l’uno dall’altro, parte integrante della comunicazione umana e della psiche umana considerata nella sua interezza (cosciente e inconscia).

Il ricercatore australiano afferma che il discorso rovesciato (Reverse Speech) è sempre onesto, rivela le reali intenzioni di chi comunica.

Il lavoro di Oates è stato descritto come ‘pericoloso’ a causa del suo potenziale di abuso e della probabilità di portare a false accuse persone nei tribunali penali.

Il ricercatore ha applicato la tecnica del Reverse Speech in psicoterapia, criminologia e negoziazione aziendale ma la scienza, quella ‘accademica’, l’ha respinta definendola pseudo-scienza per “mancanza di base teorica”. Le sue affermazioni non sono verificabili ma, forse, la CIA le ha declassificate dopo 30 anni di… verifiche?

Certo che, per essere curiosa, la storia del Dr. Oates e Mr. Reverse Speech lo è anche troppo.

Lo stesso Wikipedia, pur continuando a definire il Reverse Speech una ‘pseudoscienza’ rifiutata dalla scienza accademica per impossibilità di verifiche, ha dovuto concludere: “La CIA, di recente, ha declassificato i documenti sul discorso inverso”. I documenti che cita riportano ad un link esterno che è proprio quello della CIA in cui approva il libro di Oates, privando la sua scoperta del carattere di segretezza, Ecco il link

https://www.cia.gov/library/readingroom/document/cia-rdp96-00792r000500380002-0

Reverse Speech: 1987, iniziano gli esperimenti

Erano le tre del mattino di una giornata di aprile del 1987, quando David Oates si sveglia improvvisamente. Gli è appena passato per la mente il nome della sua più straordinaria scoperta: Reverse Speech, discorso inverso, al contrario, alla rovescia. Un fenomeno al quale ha dedicato oltre 30 anni della sua vita.

David racconta la sua esperienza, passo dopo passo, nella sua autobiografia suddivisa in due parti, scritta a distanza di due decenni in cui il lettore può sperimentare la storia del ricercatore attraverso i suoi occhi. Rivela tutte le prove, anche le più spaventose, che ha incontrato lungo la strada. Tutto normale, stiamo parlando di subconscio, di ciò che non diciamo se non attraverso i sistemi contorti del nostro ‘Io’ più profondo, tutto da scoprire, da verificare.

Per diversi anni, David non ha fatto altro che interrogare, analizzare, ricercare e convalidare la sua teoria intuendo subito di essersi imbattuto in qualcosa che potrebbe cambiare tutto ciò che sappiamo della comunicazione e della stessa psiche umana.

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La lunga lotta di David John Oates, tra FBI e guai

Dopo la sua scoperta, ha dovuto lottare duramente per ottenere credibilità e fama. Ha condiviso il suo disgusto con l’FBI, ha lavorato a fianco di avvocati, per le sue rivelazioni sui politici ha rischiato grosso come quando la sua casa è stata bersagliata da proiettili o ha dovuto abbandonarla perché andava in fiamme.

Gran parte di chi sapeva si augurava, in fondo, che la tecnica del Reverse Speech rimanesse segreta. Nel tempo, il lavoro di David Oates si è evoluto ed ha portato alla scoperta della dualità del discorso, di più esposizioni da parte di chi detiene il potere o di chi è una celebrità.

Se ha avuto o ha molti nemici? Sì, ma chi cerca la verità non può fare a meno della sua ‘lingua’.

David non è solo un ricercatore: ha promosso la sua teoria (e tecnica) tenendo conferenze in tutto il mondo, ha progettato tecniche terapeutiche e di formazione basate sulla sua ricerca, ha addestrato centinaia di studenti. Ha anche avviato i primi studi mainstream sul Reverse Speech condividendo i suoi risultati attraverso numerosi programmi radiofonici e televisivi in tutto il mondo.

La sua storia non è per spiriti deboli, immergersi in essa significa voler sperimentare un viaggio importante lasciando fuori incredulità e lasciandosi guidare dalla propria mente.

 

Il discorso rovesciato ‘non’ mascherato: parla solo il subconscio

Nel suo secondo libro “Reverse Speech”, David John Oates spiega che il discorso rovesciato è diverso dal discorso alla rovescia mascherato (che nasconde messaggi inseriti deliberatamente e comprensibili solo se ascoltati al contrario). I messaggi estrapolati al contrario da lui studiati finiscono involontariamente nei nostri discorsi, nelle nostre canzoni.

La tecnica di Reverse Speech, secondo quanto ha sempre ammesso Oates, può rivelarsi preziosa per la polizia nelle sue indagini su fatti criminosi: può servire da strumento per individuare menzogne, scoprire la verità, fornire nuovi elementi. Potrebbe dimostrarsi più efficace di qualsiasi test o macchina della verità.

La tecnica funziona in altre lingue. L’elemento interessante consiste nel fatto che i messaggi, nei discorsi rovesciati, sono tendenzialmente formulati nella lingua attraverso cui il soggetto pensa in un determinato momento: un uomo di madrelingua tedesca, mentre parla in inglese, tende a ‘codificare’ in tedesco i suoi messaggi ‘rovesciati’.

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Reverse Speech per comuni mortali

Un comune mortale potrebbe tentare di sperimentare il Reverse Speech con semplici programmi come Audacity (in grado di far ascoltare un brano al contrario), ma lo strumento migliore resta l’esclusiva App Reverse Speech by David Oates disponibile solo per iOS. Curiosamente, questo strumento è stato adottato soltanto da Apple.

Ci viene in mente, per ‘puro caso’, la questione di alcuni brani rock che, se sentiti al contrario, nascondono messaggi satanici. Un modo come un altro per ammettere che è Male ascoltare in reverse (segreti del subconscio) oppure che… facendo questo, qualcuno potrebbe farsi Male?

Il subconscio, le verità più scomode, i segreti: forse, il diavolo è semplicemente tutto questo e diffondere una teoria del genere farebbe da freno alla ricerca della verità o, quantomeno, al tentativo di scoprirla.

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Negli anni ’80, il ricercatore australiano David John Oates iniziò ad interessarsi del discorso rovesciato, forse anche per smentire l’idea secondo cui il rock and roll è la musica del diavolo e che alcuni brani, se ascoltati al contrario, contengono messaggi satanici.

Oates ritiene che pensieri e desideri inconsci siano codificati nelle parole che pronunciamo. Crede che nel discorso rovesciato si possano scoprire verità e significati profondi dietro le parole pronunciate. Probabilmente, se questa scoperta oggi venisse fatta da una super intelligenza artificiale, la scienza le darebbe più credito.

Per il ricercatore australiano esistono frasi intelligibili e di senso compiuto, in un discorso registrato ascoltato al contrario.

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Oates ha applicato la tecnica del Reverse Speech  su discorsi registrati relativi a personaggi famosi nel mondo della politica, dello spettacolo, della religione, della musica: Barack ObamaPapa Francesco, Hillary Clinton, Donald Trump, Lady Diana, Bruce Lee, Martin Luther King, John Fitzgerald Kennedy, perfino Steve Jobs e Julian Assange.

Cosa pensa o cosa ha scoperto Oates, ad esempio, dai discorsi di Obama?

Secondo lui, riguardo agli alieni, la NASA sa molto più di quanto vorrebbe far credere.

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Da tempo, il sito ghostradio.wordpress.com diffonde online un discorso rovesciato di Obama con il seguente messaggio: “Knows the power of alien saucers”: il governo USA conosce l’energia dei dischi volanti.

Ve ne parleremo ancora e, molto probabilmente, approfondiremo la questione…