Ricaricare il telefono in un attimo sarà possibile con questo nanomateriale

Ricaricare il telefono in pochi secondi per ora è solo un sogno, ma i ricercatori della Drexel University stanno lavorando per rendere reale questa prospettiva. La chiave è il MXene, materiale dual layer di nuova concezione.

Ricaricare il telefono è spesso un problema, alzi la mano chi non si è trovato senza batteria a fine giornata, presto però questo inconveniente potrebbe diventare un ricordo del passato grazie a nuovo materiale che i ricercatori della Drexel University hanno sviluppato.

Ci attende un futuro fatto di batterie a ricarica super veloce, appena un paio di secondi per fare il pieno di energia. I risultati dello studio, pubblicati sul giornale Nature Energy, spiegano come il MXene potrà cambiare le nostre vite.

Ricaricare il telefono non sarà più un problema

L’autonomia rappresenta un elemento critico dei device, molte risorse stanno venendo investite su questo fronte. Studiosi dell’Università del Michigan hanno sviluppato una tecnologia che consentirà di caricare lo smartphone solo quattro volte all’anno, oggi vi presentiamo il lavoro svolto da un team della Drexel University di Philadelphia, Pennsylvania.

mxene ricaricare il telefono ricarica super veloce

Le nanotecnologie giocheranno un ruolo fondamentale nel disegnare il mondo che ci aspetta, grazie a un nuovo materiale, denominato MXene, sarà infatti ricaricare il telefono in pochi secondi. Questo risultato sensazionale è possibile grazie alla struttura quasi bidimensionale del materiale in questione.

Due strati, uno di idrogel e uno di ossido di metallo, la combinazione in questione unisce altissima conduttività a grandi capacità di storage, aspetto fondamentale per incamerare quanta più energia possibile.

Questa tecnologia potrà dare energia non solo al nostro smartphone ma anche ad automobili elettriche, in questo caso ovviamente il tempo di ricarica cresce ma resta comunque inferiore a un paio di minuti. Appena il tempo di un caffè.

Fonte: tech.firstpost.com

 


Approfondisci con: in
FONTE: