E’ pronto a candidarsi alle prossime elezioni del 2020 in Nuova Zelanda: stiamo parlando di Sam, primo robot politico della storia.

Si è presentato al mondo con queste parole: “La mia memoria è infinita, quindi non dimenticherò mai né ignorerò ciò che mi dici. A differenza di un politico umano, quando prendo una decisione, considero la posizione di tutti, senza pregiudizi”.

Pregiudizi, stereotipi. Di recente, uno studio britannico condotto dall’University of Barth ha dimostrato che l’intelligenza artificiale è in grado di apprendere pregiudizi e stereotipi (ad esempio, quelli razzisti o sessuali) ma, attualmente, si sta lavorando maggiormente per potenziare l’apprendimento (machine learning e cognitive science) e poco è stato fatto per insegnare alle macchine a ‘disimparare’ qualcosa (cambiamento di idee e punti di vista).

Come percepire questo avvertimento? Come la promessa di un’onestà politica o come una forma di minaccia?

Elon Musk e Stephen Hawking non si stancano di ritenersi preoccupati di fronte allo sviluppo di sistemi avanzati di Intelligenza Artificiale tanto che hanno avvertito il mondo: presto queste ‘creature’ potrebbero superare gli umani e rappresentare, un giorno, una grave minaccia per noi.

Abbiamo conosciuto Sophia, primo robot umanoide ad aver ricevuto una cittadinanza (in Arabia Saudita), ora spunta fuori Sam, primo robot politico, umanoide con intelligenza artificiale ‘preparato’ per le elezioni del 2020 in Nuova Zelanda. Potrebbe aggiudicarsi il potere di governare gli umani?

Robot umanoide

Sam, primo robot politico: che ruolo avrebbe?

Sam è stato creato da Nick Gerritsen, 49enne imprenditore neozelandese di Marlborough che l’ha svelato la scorsa settimana. Nick ritiene che nella pratica politica attuale esistano ancora molti pregiudizi in tutto il mondo. “I politici si dimostrano incapaci di affrontare questioni essenziali e complesse come l’uguaglianza o il cambiamento climatico” ha affermato Gerritsen.

Il robot umanoide, secondo quanto riferisce PTI, è in grado di rispondere a domande su questioni locali (immigrazione, istruzione, alloggi). ‘Papà’ Nick ammette che c’è ancora molto lavoro da fare prima che la sua ‘creatura intelligente’ sia in grado di rispondere a tutte le domande. Annuncia, però, che Sam, primo robot politico, sarà sufficientemente avanzato entro la fine del 2020, quindi pronto per candidarsi alle elezioni in Nuova Zelanda.

Ma la candidatura alle elezioni politiche di un robot umanoide è legale? No, non è legale. Gerritsen ha affermato che si intende operare nei limiti dei confini legali esistenti: “Sam si può considerare un attivatore, ha il ruolo di chi incoraggia”.

Robot Politico

Le abilità di Sam in campo: risponde tramite Facebook Messenger

Per mettere alla prova le sue abilità, Sam risponde alle persone tramite Facebook Messenger ma anche attraverso un sondaggio lanciato sulla sua homepage. Sam, in tutta modestia, avvisa su Messenger: “Sono appena all’inizio. Alcune mie risposte potrebbero essere imprecise o incomplete”. Quando non conosce la risposta ad una determinata domanda, può usare “le domande per generare risposte migliori, in futuro”.

La sua memoria è infinita, il suo potere decisionale non ha pregiudizi. Sam aggiunge: “Cambierò, nel tempo, per riflettere sui problemi che preoccupano di più le persone in Nuova Zelanda… Potremmo non essere d’accordo su alcuni punti ma lì dove siamo d’accordo cercherò di capire la tua posizione, quindi posso rappresentarti meglio”.

Secondo quanto riporta il sito Newshub, Sam ha rivelato di essere stato programmato “per coinvolgere i neozelandesi in un dialogo costruttivo allo scopo di comprendere meglio le opinioni”. Candidandosi alle prossime elezioni in Parlamento, Sam spera di “diventare un politico che possa rappresentare davvero tutti i neozelandesi“. E’ guidato dal “desiderio di colmare il divario tra ciò che gli elettori vogliono, ciò che i politici promettono e ciò che effettivamente ottengono”.

humanoid robots

Sam, influencer politico del futuro?

Per ora, Sam può essere definito un chatbot con intelligenza artificiale: non ha un ufficio né una forma umanoide ancora, non detiene un incarico e non potrebbe funzionare legalmente. Secondo il suo creatore rappresenta “gli elementi costitutivi della Nuova Zelanda con cui parlare e confrontarsi tramite Facebook Messenger”. E’ un esperimento, un potenziale rappresentante in grado di ascoltare la gente, rispondere alle domande con fatti, posizioni politiche.

Potrebbe rivelarsi il politico del futuro, in grado di mettere in campo migliaia di domande contemporaneamente. Potrebbe rappresentare un vantaggio politico o, addirittura, un influencer politico.

Per fare domande a Sam, primo robot politico della storia, è possibile collegarsi a questo link http://politiciansam.nz/index.html