Come annunciato nei giorni scorsi, il prossimo 23 di gennaio Samsung ufficializzerà i risultati dell’indagine interna, durata diversi mesi, sulle cause che hanno comportato i problemi di surriscaldamento ed esplosione del Galaxy Note 7, il primo richiamo internazionale a fine agosto e il definitivo ritiro dal mercato nel corso del successivo mese di ottobre.

In queste ore, il Wall Street Journal, citando fonti vicine a Samsung, ha anticipato quello che dovrebbe essere il resoconto finale dell’azienda coreana in merito ai possibili problemi del Note 7. Stando a quanto riporta il magazine americano, infatti, il problema che ha causato il surriscaldamento dei Galaxy Note 7 è legato alle dimensioni irregolari delle batterie integrate. Il cambio di fornitore dalla controllata Samsung SDI all’azienda con base ad Hong Kong Amperex Technology non ha risolto il problema.

Le dimensioni irregolari delle batterie sarebbero, quindi, la causa scatenante dei problemi di surriscaldamento e delle conseguenti esplosioni dei Galaxy Note 7 che Samsung, dopo aver constatato che anche le unità richiamate manifestavano gli stessi problemi, ha prontamente ritirato dal mercato.

Secondo le analisi del Wall Street Journal, il “caso Galaxy Note 7” è costato a Samsung circa 5 miliardi di dollari. Le unità prodotte e distribuite sul mercato del phablet sono state circa 2.5 milioni. La quasi totalità è stata prontamente ritirata da Samsung anche se, come emerso nei giorni scorsi, sono ancora diversi gli esemplari di Note 7 attivi sul mercato, in particolare negli Stati Uniti, il primo mercato in cui Samsung aveva distribuito il device.

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Ricordiamo che il prossimo 23 di gennaio, nel corso di una conferenza stampa, Samsung ufficializzerà i risultati dell’indagine sul caso Note 7 che, a meno di sorprese, dovrebbe ribadire quanto riportato oggi dal Wall Street Journal. Continuate a seguirci anche nel corso dei prossimi giorni per tutti gli aggiornamenti sul caso.