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Fisici creano un cristallo temporale visibile all’occhio umano

cristallo

Foto di Yanis Ladjouzi da Pixabay

Cos’è un cristallo temporale

I cristalli temporali sono una fase esotica della materia in cui gli elementi costitutivi – atomi o particelle – si muovono in schemi ciclici che si ripetono nel tempo, anche senza un apporto di energia esterno.

L’idea fu proposta nel 2012 dal Nobel Frank Wilczek, ispirandosi ai cristalli comuni (come diamanti e sali) che organizzano la materia nello spazio. I cristalli temporali, invece, non hanno un ordine statico ma ritmico: un “disegno” che si ripete nel tempo.

La novità: ora si possono vedere

Finora i cristalli temporali erano fenomeni quantistici osservabili solo in laboratorio con apparecchiature avanzate, come nel 2021 con il computer quantistico Sycamore di Google.

La svolta arriva da un team della University of Colorado Boulder che, usando comuni cristalli liquidi (gli stessi degli schermi LCD), ha creato un cristallo temporale che può essere visto al microscopio e persino, in particolari condizioni, a occhio nudo.

“Tutto nasce dal nulla. Basta accendere la luce”, ha spiegato Ivan Smalyukh, professore di fisica e autore principale dello studio pubblicato su Nature Materials.

Come funziona l’esperimento

I ricercatori hanno inserito i cristalli liquidi tra due vetrini ricoperti da molecole di colorante.

Gli schemi persistono anche variando le condizioni esterne, segno della stabilità del fenomeno.

Perché è importante

Questa scoperta rappresenta la prima dimostrazione visibile di un cristallo temporale, superando i limiti delle precedenti osservazioni puramente teoriche o quantistiche.

Secondo gli autori, le potenzialità sono enormi:

Il futuro dei cristalli temporali

Il professor Smalyukh invita alla cautela ma resta ottimista:

“Non vogliamo limitare le applicazioni in questo momento. Ci sono opportunità per sviluppare questa tecnologia in molteplici direzioni.”

Dopo essere stati a lungo confinati tra teoria e laboratorio, i cristalli temporali hanno fatto un passo verso il mondo reale. E questa volta, possiamo davvero vederli brillare sotto la luce.

Foto di Yanis Ladjouzi da Pixabay

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