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Fruttosio e cancro, scoperto un meccanismo che potrebbe favorire le metastasi

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Image by Bruno from Pixabay

Il rapporto tra zucchero e cancro è molto più complesso dello slogan secondo cui lo zucchero “nutre i tumori”. Una ricerca pubblicata su Nature Aging aggiunge però un elemento importante: il fruttosio potrebbe favorire la capacità di alcune cellule tumorali di staccarsi dal tumore originario e diffondersi nell’organismo. Lo studio si è concentrato sul carcinoma ovarico sieroso di alto grado, una forma aggressiva di tumore ovarico, mostrando un meccanismo metabolico che potrebbe contribuire alla disseminazione metastatica.

Cosa hanno scoperto i ricercatori

Gli scienziati hanno studiato le cellule tumorali diventate senescenti dopo l’esposizione al cisplatino, un farmaco chemioterapico. Le cellule senescenti smettono di proliferare, ma possono continuare a rilasciare numerose sostanze nell’ambiente circostante. Questo insieme di molecole viene definito SASP, acronimo di fenotipo secretorio associato alla senescenza. Sorprendentemente, tra i componenti metabolici individuati dai ricercatori è comparso proprio il fruttosio, che sembrava influenzare il comportamento delle cellule tumorali vicine.

Il fruttosio favorisce il distacco delle cellule

Il passaggio decisivo riguarda la capacità delle cellule cancerose di staccarsi dal tumore primario, uno dei primi eventi necessari alla disseminazione metastatica. Secondo gli esperimenti, il fruttosio può essere metabolizzato dalle cellule maligne e alterarne alcuni processi energetici. La conseguenza osservata è una riduzione del colesterolo nella membrana cellulare, che modifica le proprietà della membrana stessa e facilita il distacco delle cellule. In altre parole, il fruttosio non agirebbe semplicemente come una fonte di calorie, ma come elemento capace di modificare il comportamento del tumore.

L’esperimento sui topi

Per verificare se l’effetto fosse osservabile anche in un organismo vivente, i ricercatori hanno effettuato esperimenti su modelli murini. Gli animali che ricevevano fruttosio nell’acqua hanno sviluppato un numero maggiore di noduli tumorali disseminati rispetto a quelli che ricevevano glucosio. Gli esperimenti hanno inoltre indicato che il metabolismo del fruttosio nelle cellule tumorali è importante per questo effetto. Si tratta di un risultato significativo, ma preclinico: ciò che accade nei topi non può essere automaticamente trasferito alle persone.

Un indizio anche nei pazienti

Gli studiosi hanno inoltre analizzato una coorte di pazienti con carcinoma ovarico sieroso di alto grado, osservando una relazione tra i livelli circolanti di fruttosio e lo stadio della malattia alla diagnosi. Questo dato rappresenta un interessante indizio clinico, ma non dimostra che consumare fruttosio provochi direttamente metastasi nell’essere umano. Per stabilire un rapporto di causa-effetto saranno necessari studi specificamente progettati e condotti su popolazioni molto più ampie.

Frutta e zuccheri aggiunti non sono la stessa cosa

La scoperta non significa che le persone debbano eliminare la frutta dalla propria alimentazione. Il fruttosio è naturalmente presente nella frutta, ma viene consumato insieme a fibre, acqua, vitamine e numerosi composti bioattivi. Diverso è il contesto degli zuccheri aggiunti, presenti in bevande zuccherate e numerosi alimenti ultraprocessati, che possono fornire quantità elevate di zuccheri rapidamente disponibili. Trasformare uno studio sperimentale sul metabolismo tumorale in un invito a evitare la frutta sarebbe quindi una conclusione non supportata dai risultati.

Perché la scoperta interessa l’oncologia

Lo studio potrebbe avere conseguenze soprattutto sul piano terapeutico. Se determinati tumori dipendono dalla fruttolisi, cioè dal metabolismo del fruttosio, gli enzimi coinvolti in questo processo potrebbero diventare nuovi bersagli farmacologici. I ricercatori hanno infatti studiato anche la chetoesochinasi (KHK), enzima fondamentale nell’utilizzo cellulare del fruttosio. Interferire con questa via potrebbe, almeno teoricamente, limitare alcuni meccanismi che favoriscono la disseminazione tumorale, ma questa possibilità deve ancora essere verificata clinicamente.

Un nuovo tassello, non una prova contro lo zucchero

La ricerca pubblicata su Nature Aging non dimostra quindi che mangiare zucchero provochi direttamente il cancro o che eliminare il fruttosio possa curarlo. Mostra qualcosa di più specifico e biologicamente interessante: in determinati modelli di tumore ovarico, il fruttosio può modificare il metabolismo delle cellule tumorali e favorirne la disseminazione. Capire se lo stesso meccanismo sia rilevante nei pazienti sarà il prossimo passo. La scoperta apre così una nuova strada nello studio delle metastasi, ricordando allo stesso tempo quanto sia importante evitare semplificazioni quando alimentazione e tumori vengono messi in relazione.

Image by Bruno from Pixabay

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