Ormai se si va al supermercato si può trovare qualsiasi cosa con l’aggiunta di proteine. Dei ricercatori però hanno voluto fare qualcosa di diverso, e ovviamente la trovata non riguarda mode passeggere. Hanno sviluppato una tecnica innovativa che permette a piante come lattuga e tabacco di produrre mioglobina, la proteina animale responsabile del colore, del sapore e di alcune caratteristiche nutrizionali della carne. L’idea è di trasformare l’insalata in qualcosa di più nutriente e gustosa, in generale renderla un’alternativa più appetitosa alla carne. Questo ridurrebbe di molto l’impatto ambientale in termini di consumo di suolo, acqua, energia ed emissioni di gas serra.
Per ottenere questo risultato, gli scienziati hanno utilizzato una tecnica chiamata trasformazione biolistica, inserendo nelle cellule vegetali una versione ottimizzata del gene della mioglobina suina. L’insalata modificata è cresciuta normalmente, si è riprodotta e ha trasmesso il nuovo gene alle generazioni successive, senza mostrare problemi di crescita o di fotosintesi. Questo dimostra che le piante possono produrre stabilmente una proteina animale senza compromettere le proprie funzioni biologiche.
L’insalata con un twist
La quantità di mioglobina ottenuta da questa insalata è ancora inferiore a quella presente nella carne, appena 800 mg per chilogrammo di peso, ma i ricercatori sottolineano che la coltivazione delle piante è molto più efficiente dell’allevamento. Di conseguenza, la produzione di proteine per ettaro potrebbe avvicinarsi o addirittura superare quella degli animali, con un consumo nettamente inferiore di acqua e una riduzione significativa delle emissioni di gas serra.
Lo studio rappresenta una prova di fattibilità e saranno necessari ulteriori miglioramenti per aumentare la resa della mioglobina, ad esempio ottimizzando la disponibilità dell’eme, la molecola indispensabile per il corretto funzionamento della proteina. In futuro, la mioglobina vegetale potrebbe essere estratta dalle foglie e impiegata nella produzione di alimenti plant-based oppure consumata direttamente attraverso ortaggi geneticamente modificati. La stessa tecnologia potrebbe inoltre essere applicata alla produzione sostenibile di molte altre proteine alimentari di alto valore.

