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Pollo o carne rossa? Ecco cosa rivela lo studio italiano sui tumori

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Una ricerca condotta dall’IRCCS “Saverio de Bellis” di Castellana Grotte (Bari), pubblicata su Nutrients, ha analizzato l’alimentazione e gli esiti di salute di 4.869 adulti seguiti per circa 19 anni. L’obiettivo era valutare se un’eccessiva assunzione di carne di pollo fosse collegata alla mortalità, in particolare per tumori gastrointestinali.

I risultati principali

Pollo vs carne rossa: confronto sorprendente

Lo studio ha anche rilevato che la carne rossa aumenta il rischio di tumori gastrointestinali del 23% ma solo se consumata oltre 350 g a settimana, una soglia più elevata rispetto al pollo. Ciò mette in discussione l’idea diffusa che il pollo sia sempre più salutare.

Le ipotesi spiegate dagli esperti

L’aumento del rischio legato al pollo potrebbe dipendere da:

Limitazioni dello studio da considerare

Gli autori stessi e gli enti di settore sottolineano che:

Cosa dicono le linee guida ufficiali

Secondo la Fondazione Veronesi e le indicazioni del CREA, le raccomandazioni nutrizionali restano prudenziali:

Cosa emerge: moderazione e contesto

Non si tratta di demonizzare il pollo, ma di considerarlo nel contesto di:

Il verdetto a oggi

Pollo e carne rossa presentano rischi se consumati in eccesso, ma con modalità diverse. Il pollo, secondo questo studio, può risultare problematico già a quantità considerate moderate (oltre 100 g/settimana). Tuttavia, viste le limitazioni metodologiche, è necessaria cautela nel trarre conclusioni definitive. Il messaggio centrale è: meno polarizzazione tra colori della carne e maggiore attenzione allo stile alimentare complessivo.

Foto di Siwon Lee da Pixabay

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