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Strani batteri respirano le rocce (e aiutano a purificare l’acqua mortale)

batteri rocce

Foto di Gabriela Motta da Pixabay

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Vienna ha scoperto un metabolismo microbico mai osservato prima: alcuni batteri riescono a “respirare” minerali di ferro per disintossicare l’acqua da composti pericolosi come il solfuro di idrogeno.

Questi microrganismi, soprannominati “batteri MISO”, trasformano il solfuro tossico – un gas noto per l’odore di uova marce – in solfato, contribuendo così a prevenire l’espansione delle “zone morte” prive di ossigeno negli oceani e nelle zone umide del pianeta.

Lo studio, pubblicato su Nature, suggerisce che i batteri MISO potrebbero essere responsabili fino al 7% della rimozione globale di solfuri dai sedimenti marini. Un dato sorprendente, che cambia la comprensione dei cicli biogeochimici e del ruolo della vita microbica nella regolazione del clima terrestre.

Il segreto dei cicli invisibili della Terra

Zolfo e ferro sono elementi chiave negli ecosistemi poveri di ossigeno, come i fondali oceanici. In queste condizioni estreme, i microrganismi diventano veri ingegneri invisibili: respirano ciò che trovano, trasformando i composti chimici in energia.

Finora si pensava che la reazione tra solfuro e ossidi di ferro fosse soltanto chimica. In realtà, i ricercatori hanno dimostrato che i batteri possono sfruttarla per crescere. Un metabolismo “ibrido” che intreccia i cicli del ferro e dello zolfo e, al tempo stesso, influenza la disponibilità di nutrienti e la produzione di gas serra come anidride carbonica e metano.

MISO: un metabolismo che salva gli oceani

Il metabolismo appena scoperto, battezzato MISO (Microbial Iron-Sulfide Oxidation), collega due processi chiave:

Il risultato? Non più la formazione di minerali neri come il monosolfuro di ferro (FeS), tipici dei fondali anossici, ma la produzione diretta di solfato, una forma stabile e meno pericolosa di zolfo.

In pratica, i batteri MISO funzionano come filtri naturali: rimuovono sostanze tossiche, fissano anidride carbonica e mantengono in equilibrio ecosistemi che rischierebbero di collassare.

L’ingegnosità invisibile della vita

«Abbiamo dimostrato che una reazione ambientale cruciale non è soltanto chimica, ma anche biologica», spiega Alexander Loy, microbiologo dell’Università di Vienna e primo autore dello studio.

«I batteri MISO – aggiunge Marc Mussmann, coautore – non solo purificano l’acqua, ma catturano anche CO₂ per crescere, proprio come fanno le piante. Sono piccoli alleati contro le zone morte degli oceani».

Una scoperta che, oltre a svelare un nuovo modo in cui la vita “respira” sulla Terra, apre scenari inattesi su come i microbi possano contribuire a contrastare inquinamento e cambiamenti climatici.

Foto di Gabriela Motta da Pixabay

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