La risposta a questa domanda è decisamente complessa, cerchiamo di capire perchè Snapchat, alla sua entrata in borsa, punta a raccogliere 3 miliardi di dollari, portando la sua valutazione a 25 miliardi di dollari.

Cos’è Snapchat?

Partiamo intanto dalle basi. Cos’è Snapchat? Se avete più di 15 anni probabilmente non avete idea di cosa sia. O meglio, se avete più di 15 anni usate Snapchat, ma vi vergognate a dirlo in giro, perchè l’azienda ha dichiarato che la media degli utenti è tra i 18 e i 34 anni.

Snapchat è fondamentalmente un Whatsapp che cancella le immagini e video che ricevete dopo 24 ore. Il che è comodissimo se siete come il 90% degli utenti che riceve immagini improponibili nei numerosi gruppi gogliardici, ed ogni volta che deve far vedere le foto del nipote deve nascondere lo schermo. Altra pratica diffusa di Snapchat è il nude swap, che credo si descriva da solo.

Quanto vale Snapchat?

Snapchat è proprietà di Snap, e si sta quotando al Nyse rimanendo in mano ai due cofondatori, Evan Spiegel, amministratore, e Bobby Murphy, responsabile tecnologico. Le azioni emesse non daranno diritto di voto, quindi per la prima volta una startup non diminuirà per nulla il potere della propria governance cedendo azioni.

Snapchat è passata nell’arco di due anni da 50 milioni di utenti giornalieri attivi a 148 milioni (Twitter, per dire, ne fa neanche 140). In pratica ha acquisito 50 milioni di utenti all’anno, non nel senso dei nuovi iscritti, ma nel senso che ogni anno 50 milioni di persone hanno cominciato ad usare Snapchat ogni giorno, sistematicamente.

La crescita costante e l’assenza di indicatori che la portano ad un calo fisiologico di utenti fa pensare ad un ottimo investimento, tanto da essere valutata tra i 20 e i 25 miliardi di dollari. Ovviamente i rischi non sono pochi, in primis il lancio di Instagram Stories, una funzione della app controllata da facebook che fa più o meno le stesse cose di Snapchat.

Come fa Snapchat a fare soldi?

Questo è quello che si chiedono tutti. Per ora ha soprattutto accumulato investimenti ed interesse da parte di tutti i mercati venture, tanto da aver rifiutato un’offerta di acquisto di 3 miliardi da parte di Facebook.

Da cosa guadagna quindi Snapchat, che non ha praticamente neanche pubblicità in App? Ecco, una cosa buona che succede quando una startup si quota in borsa è che deve comunicare da dove arrivano i proventi, visto che adesso ancora non lo sappiamo con certezza.

Snap Inc ha dichiarato vendite per circa 405 milioni di dollari nel 2016, non male quando l’obbiettivo era intorno ai 300 milioni. La crescita non è per nulla da sottovalutare considerato che nel 2015 le vendite erano state di neanche 60 milioni. Nonostante ciò il 2016 si è chiuso con una perdita di 514 milioni di dollari, mentre nel 2015 era in perdita di 373 milioni. Insomma, il rischio che Snapchat possa essere un buco nero per gli investitori esiste, ma una user base così importante ed un modello di ADV innovativo in sviluppo, sono comunque estremamente attraenti per gli investitori. Anche se il fatto che a inizio 2016 Snapchat abbia licenziato il proprio revisore dei conti è sicuramente un’operazione sospetta.

snapchat si quota in borsa

Snapchat verso il declino?

E’ possibile. Le startup, soprattutto quelle con le quotazioni più alte, derivano le “energie” monetarie dagli investitori, più la startup cresce, più si ingolosiscono i fondi di investimento, quindi più soldi entrano nelle casse della società. Snapchat non pubblica i dati sulla crescita da giugno 2016, e come se non bastasse, Techcrunch ha pubblicato un report in cui traspare che i maggiori influencer di Snapchat sono sempre meno attivi.

In realtà un modello di business, in grado di rendere l’azienda indipendente, ci sarebbe anche, ed è basato prettamente sui branded content: quando siamo vicino un McDonald, il primo filtro che potremo utilizzare sulle foto sarà l’uniforme del fast food. Stessa cosa per tutto quello che può essere il contenuto delle chat: se un nostro amico ci dirà quanto è bello il suo nuovo galaxy, la prima cosa che vedremo tra le Snapchat Story sarà di Samsung.

Insomma, la parte speculativa è molto importante, ma questi dubbi erano forse ancora più grandi ai tempi della quotazione di Facebook, che si è poi rivelata essere tutt’altro che un cattivo affare.

Morgan Stanley, JPMorgan, Goldman Sachs, Deutsche Bank,Credit Suisse, Barclays e Allen & Co sono gli underwriter dell’Ipo.