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Streaming Musica: Spotify al top, ma Apple Music paga gli artisti di più

Spotify è il servizio di streaming musicale online più utilizzato ed apprezzato ma Apple Music paga di più gli artisti. Ecco la situazione attuale.

Secondo un recente rapporto emerso da parte di Trichordist, Trichordist Apple Music pagherebbe una percentuale quasi doppia dei suoi ricavi per le royalities d’ascolto rispetto al suo diretto concorrente Spotify, in vetta a tutte le classifiche di preferenza del panorama music streaming

Apple Music, secondo i dati, avrebbe versato alle etichette discografiche $0,00735 per singolo ascolto nel 2016, contro i $0,00437 di Spotify. Il confronto con gli anni precedenti vede quest’ultimo scendere al -16%. Una situazione prevedibile, in considerazione del fatto che il rating d’ascolto è cresciuto notevolmente nel periodo.

Da notare come il calcolo del numero di ascolti su singolo brano o singolo album pareggi il ricavo nel caso in cui il cliente acquisti il prodotto anziché ascoltarlo. Si arriva così a considerare che per raggiungere la quota di un singolo brano acquistato a $0.99 su iTunes servono 83 ascolti (829 per un album da $6), mentre su Spotify servono 139 ascolti per canzone e 1394 per album.apple music spotify

In termini di qualità di ascolto e di entrate la situazione sembra ben diversa da quanto evidenziato dai rapporti per market share di abbonati (21% Apple e 43% Spotify): Infatti, in questo caso, Spotify genererebbe il 64% degli stream musicali contro un 7% Apple. In quanto a ricavi Spotify si classifica al 70% contro il 13% del servizio Apple.

La prossima sfida per i fornitori di servizi in streaming musicale si giocherà sul fronte del rate per le etichette. Da un lato, Spotify dovrà tenerli necessariamente bassi epr rendersi appetibile agli investitori e dall’altro Apple punta sul flat royalty rate che rischia seriamente di minare il sistema Spotify per la concessione di contenuti gratuiti offerti grazie all’introduzione degli ads pubblicitari.

In questo contesto si inserisce anche Google che con il suo servizio musicale Google Musica supera in guadagni le entrate fatte registrare da un servizio Youtube che si pone al secondo posto negli indici di gradimento. Sebbene infatti Google Musica generi soltanto un 2.6% di ascolti contro il 21.7% di Youtube, il dato registra un trend positivo dei ricavi verso il primo, nonostante la società di Mountain View abbia provveduto al lancio della sua piattaforma Youtube Red.

LEGGI ANCHE: Lo streaming audio supera quello video: 100 milioni di abbonati nel 2016

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