teo robot che stira stirare

Vi piacerebbe un robot che stira i vostri vestiti? Una macchina di questo tipo, soprattutto con il caldo delle ultime settimane, farebbe la gioia di molti. Sappiate che i ricercatori dell’Universidad Carlos III di Madrid hanno costruito una macchina pensata proprio per lo scopo in questione.

Aumenta la richiesta di robot in grado di aiutarci nelle piccole sfide di tutti i giorni, oggi vi presentiamo TEO, una macchina che pesa circa 80 chilogrammi e potrà occuparsi di faccende domestiche che voi non volete fare. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Ecco TEO, il robot che sa stirare

Sono tanti i robot che hanno conquistato la nostra attenzione negli ultimi mesi, si va dal giardiniere robotico Tertill al parcheggiatore Stan, tutti dispositivi in grado di svolgere operazioni che possono risultare pesanti o noiose per tutti noi. La collaborazione uomo-macchina è destinata a farsi sempre più stretta nei prossimi anni.

teo robot che stira stirare

Questo robot è stato creato nel 2012, sa salire le scale e aprire le porte ma non finisce qua quello che TEO può fare per voi. Questo maggiordomo virtuale è munito di una telecamera in grado di effettuare ricostruzioni 3D degli oggetti che ha di fronte.

 

Tramite un algoritmo, TEO è in grado di stabilire il livello di stiratura di un tessuto e comportarsi di conseguenza. Il tutto senza bisogno di inserire input specifici e senza la necessità di illuminazione. Il progetto TEO è molto interessante, purtroppo però non è ancora del tutto autonomo.

Il maggiordomo robotico ha infatti bisogno che qualcuno posizioni l’indumento da stirare sulla base prima di poterlo stirare. “TEO è costruito per fare ciò che fanno gli umani nel modo in cui lo fanno gli umani” ha dichiarato Juan Victores, ricercatore UC3M.

Il team di sviluppo intende affrontare altre problematiche domestiche, come prestare assistenza in cucina, il fine ultimo è produrre una macchina in grado di apprendere modalità operative osservando le persone mentre svolgono i lavori di casa.

 

Fonte: geek.com