Stockisti chiuso dalla Polizia di Stato: evasione fiscale per 50 milioni di Euro
Il noto e-commerce di prodotti di elettronica Gli Stockisti è stato chiuso dalla Polizia di Stato: sotto accusa per evasione fiscale di oltre 50 milioni di Euro

Gli Stockisti sotto indagine per evasione fiscale, una notizia che di certo non fa scalpore a chi si è chiesto più di una volta come fosse possibile applicare prezzi tanto bassi. L’accusa è di aver circuito il versamento dell’IVA (Imposta Valore Aggiunto) attraverso meccanismi fraudolenti.

Il giro di affari del sito Gli Stockisti e del suo sito parallelo Console Planet si stima intorno ai 250 milioni di Euro l’anno. Di questi, sarebbero stati evasi circa 50 milioni di Euro, corrispondenti al mancato gettito dell’IVA.

I conti venivano fatti “quadrare” grazie alla STK Europe Unlimited, società madre che opera e ha sede fiscale a Malta. Ogni anno, STK Europe Unlimited ha nominato una società concessionaria diversa qui in Italia. Una società fantoccio, nominata solamente per poter essere d’intralcio al fisco. Rappresentanti legale perennemente irreperibili e documentazione fiscale nascosta, ogni anno sempre la stessa storia che si ripeteva.

Stockisti chiuso dalla Polizia di Stato: evasione fiscale per 50 milioni di Euro
Il noto e-commerce di prodotti di elettronica Gli Stockisti è stato chiuso dalla Polizia di Stato: sotto accusa per evasione fiscale di oltre 50 milioni di Euro

Il tutto coordinato grazie all’ingegno, se così si può chiamare, di tre commercialisti e un collaboratore fiscale a cui non è andata molto bene: La Stampa riporta che sono state emesse 18 istanze di custodia cautelare. La Polizia di Stato ha già provveduto ad oscurare il sito de Gli Stockisti, che non è più raggiungibile dai provider italiani. Una misura facilmente circuibile: basta usare una VPN o utilizzare i DNS di Google per poter osservare come il sito sia ancora attivo.

Il sito di e-commerce era molto conosciuto per proporre prodotti di elettronica come smartphone, tablet e televisori a prezzi molto competitivi. Talvolta inferiori a colossi dell’e-commerce come Amazon. E di solito la percentuale di sconto coincideva casualmente con quella dell’IVA.

Sulla pagina Facebook del sito, la situazione è ovviamente caotica. Gli utenti che hanno effettuato acquisti nelle due settimane precedenti chiedono maggiori informazioni e dettagli sulla vicenda, e se i loro ordini verranno evasi. Gli amministratori della pagina fanno sapere che tutto procede regolarmente, ma forse è soltanto una strategia per non scatenare il panico.

 

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