Il caso che ha avuto come protagonista Tiziana Cantone ha scosso il paese nei mesi scorsi. La 31enne di Mugnano – provincia di Napoli – si è tolta la vita in seguito alla diffusione di alcuni filmati hard che la vedevano come protagonista. A poco sono servite le richieste di rimozione e le azioni legali, tanto che la giovane è arrivata a suicidarsi.

Un caso ancora aperto, visto che restano ben evidenti gli strascichi, non solo nella memoria collettiva ma anche in rete. Il Garante per la Privacy ha infatti disposto un’istruttoria per invitare i motori di ricerca a fornire motivazioni circa l’indicizzazione di pagine che rimandano ai video di Tiziana Cantone.

Tiziana Cantone, Garante Privacy contro Google e Yahoo

Una storia che ha ottenuto enorme spazio su giornali e telegiornali, sollevando molti interrogativi circa i limiti legati alle attività on-line, Tiziana Cantone si è suicidata il 13 settembre ma non smette di far parlare di sé. Immagini e video hard, collegati alla figura della 31enne, sono infatti ancora indicizzati, dunque raggiungibili tramite i principali motori di ricerca.

Tiziana Cantone
Tiziana Cantone, morta lo scorso 13 settembre.

L’Authority in materia di dati personali vuole vederci chiaro e, in seguito al reclamo di Teresa Giglio, madre della ragazza di Mugnano, ha deciso di intraprendere un’istanza. Il tema riguardante la deindicizzazione di contenuti sul web è rilevante penalmente, necessaria la certezza di una completa rimozione dei dati incriminati.

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Nel mirino Microsoft, proprietaria di Yahoo, e Google, insomma, parliamo dei due principali motori di ricerca. La signora Giglio, tramite un reclamo dello scorso 16 dicembre, richiede riscontro circa le accuse e intende far chiarezza circa i sistemi utilizzati per la deindicizzazione.

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Non è facile ottenere i risultati sperati, come sottolinea l’amministrativista Andrea Orefice, legale della famiglia di Tiziana, considerato che molti dei siti incriminati hanno sede in nazioni esterne all’Unione Europea, tuttavia è possibile ottenere la deindicizzazione degli stessi e questo basta alla famiglia della ragazza.

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Una ferita ancora aperta, il caso di Tiziana Cantone è ben lontano dal dirsi concluso, anche per quanto riguarda lo svolgimento delle indagini. Sergio Di Paolo, ex fidanzato della ragazza, è indagato per calunnia e su di lui pende l’accusa di aver indotto Tiziana a querelerare i ragazzi che hanno ricevuto i filmati.

Pochi giorni fa i carabinieri del comando provinciale hanno sbloccato l’iPhone di Tiziana Cantone, ricostruendo le sue ultime ore di vita tramite alcuni file audio. Sono attesi sviluppi nelle prossime settimane.