Steelrising: i Segreti di Cagliostro

Steelrising: i Segreti di Cagliostro è il primo DLC del soulslike di Spider, ambientato nell’Ospedale Saint Louis, ricco di nuove armi, nemici da combattere, ed appunto segreti da scoprire. Cosa nasconderà Cagliostro? scopriamolo assieme nella nostra recensione completa.

 

Grafica e Ambientazione

Dimenticatevi le anguste strade della Parigi di fine ‘800, l’intero DLC è ambientato in un dungeon sufficientemente grande ed articolato, ricco di camere di tortura e grotte lugubri, da far tremare anche l’utente assiduo frequentatore di horror in terza persona. La scelta di una simile ambientazione offre uno stacco dall’esperienza vissuta con Steelrising, portando l’utente su un nuovo piacevole livello.

L’esplorazione dell’ospedale Saint Louis porta Aegis a scoprire i segreti celati da Luigi XVI, nell’ambito di sperimentazioni sugli esseri umani e nella creazione della fantomatiche macchine che abitano l’intera Francia. Il level design è ben congeniato, il DLC si discosta dal classico corridoio che porta il giocatore da un punto all’altro della mappa, spingendolo alla ricerca di percorsi alternativi e aree nascoste da esplorare. Se proprio in alcune occasioni abbiamo notato un eccessivo richiamo alla necessaria azione con l’accessorio collegato, ad esempio il rampino, non goduriosa quanto avremmo sperato, ai limiti dell’azione meccanica.

L’accesso alla nuova area si inserisce al completamento del livello Bastiglia, prima della morte di Aegis (attenzione spoiler), se avete terminato il gioco, e non trova l’ultimo salvataggio prima della fine, sarete costretti a rigiocare l’intera parte sino al raggiungimento del punto desiderato.

 

Gameplay

Steelrising: i Segreti di Cagliostro non introduce nulla di nuovo in termini di gameplay, il sistema di controllo è esattamente lo stesso che abbiamo apprezzato nel corso della nostra recensione di Steelrising, con l’aggiunta di nuove armi e di nemici sempre più pazzi. Quest’ultimi appaiono sempre più grandi e con armi quasi sovradimensionate, atti ad incutere paura in Aegis, ma spesso con movenze lente e facili da studiare.

Come da aspettativa, il DLC ha innalzato il livello di difficoltà generale, mai pari ad un Dark Souls, soddisfacendo gli utenti che hanno completato il gioco e vogliono a tutti gli effetti spingere le proprie conoscenze ancora oltre. La longevità, di circa 3 ore, la riteniamo più che adeguata alla natura dell’espansione.

Ispirato è il boss introdotto con I Segreti di Cagliostro, sopratutto per la mossa speciale, che ricorda la seppia di Mario kart, in grado quindi di sporcare lo schermo con una macchia d’inchiostro, ed obbligando il giocatore ad evitare le mosse del nemico quasi foste accecati. Molto interessante è anche un nuovo nemico, molto simile ad un negromante, la cui abilità è di resuscitare i robot nelle vicinanze, recuperando anche la salute nella prima parte dello scontro. Queste due variazioni rappresentano il cambiamento di approccio allo scontro a cui il giocatore è soggetto nell’avvicinamento al DLC, le restanti parti sono allineate con l’esperienza originaria.

 

Steelrising: i Segreti di Cagliostro – conclusioni

In conclusione Steelrising: i Segreti di Cagliostro è un ottimo DLC che estende l’avventura di Aegis a Parigi, arricchendola con uno scenario sufficientemente ispirato, fortunatamente diverso dai soliti corridoi delle strade della città, arricchito da passaggi nascosti e aree da scoprire. Le differenze più importanti le riscontriamo appunto nell’approccio ai nuovi nemici ed il boss finale, per questo motivo consigliamo l’acquisto agli utenti che hanno amato la storia originale di Steelrising e non ne hanno mai abbastanza, volendo estendere la propria esperienza per altre 2/3 ore e scoprire un nuovo lato di Aegis.

Steelrising: i Segreti di Cagliostro

7.9

Trama

8.0/10

Grafica

8.0/10

Gameplay

8.0/10

Meccanica di gioco

8.0/10

Longevità

7.5/10

Pros

  • Artisticamente più ispirato
  • Nemici e armi per un nuovo approccio
  • Longevità adeguata
  • Graficamente molto buono

Cons

  • A volte troppo lineare