Se viaggiate verso gli USA partendo da Egitto, Marocco, Kuwait, Giordania, Qatar, Arabia Saudita, Turchia o Emirati Arabi Uniti, non potrete utilizzare durante il volo nessun device elettronico più grande di uno Smartphone. Niente tablet o laptop quindi, e probabilmente potreste avere problemi anche se voleste utilizzare un Galaxy Note (qualsiasi riferimento al Note 7 è puramente casuale), un iPhone Plus o qualsiasi altro Phablet. In altre parole, se volate verso gli USA, Trump vuole che vi godiate il viaggio invece di lavorare.

La cosa più interessante è che il divieto non riguarda solo i paesi di provenienza, ma è espressamente indicato anche quali compagnie subiscono il veto, ovvero Egypt Air, Emirates, Etihad Airways, Saudi Arabian Airlines, Kuwait Airways, Royal Air Maroc, Qatar Airways, Royal Jordanian Airlines, e Turkish Airlines.

air emirates

Attenzione però, se lasciate il vostro device nel bagaglio che va in stiva, non c’è nessun problema. Ma che senso ha tutto questo? Ci sarà davvero una ragione sensata?

Misure di sicurezza straordinarie per i voli verso gli USA

La motivazione ufficiale è il fatto che i servizi segreti americani continuano a rilevare (e probabilmente a sventare nell’ombra) numerose minacce terroristiche, mirate proprio alle linee aeree. Anche il Washington Post riporta che sia Isis che altri gruppi terroristici stanno cercando un modo per trasformare un qualsiasi dispositivo alimentato a batteria in una bomba, sfruttando il fatto che alcuni esplosivi e le batterie al litio, viste ai raggi X, tendono a somigliarsi.

La spiegazione potrebbe anche reggere, ma allora perché non vietare anche di riporli nella stiva? Forse un’esplosione che avviene all’altezza della carlinga è meno pericolosa di una che potrebbe avvenire nell’abitacolo? È un’ipotesi assolutamente da escludere, e lo conferma anche lo US Observer.

Misure necessarie a combattere la concorrenza

É assolutamente probabile che una misura del genere non abbia assolutamente nessuna motivazione effettivamente legata alla sicurezza, e questa volta non c’è neanche nessuna motivazione legata a discriminazione razziale o religiosa.

Più semplicemente, tre delle linee aeree nel mirino (Emirates, Qatar Airways ed Etihad Airways nella fattispecie), sono da tempo accusate di ricevere una quantità eccessiva di fondi, da parte degli stati a cui appartengono, rendendole quindi un concorrente “sleale” per le linee americane. Trump ha fatto del protezionismo uno dei punti cardine della propria campagna elettorale, e questa potrebbe essere semplicemente una prima misura per danneggiare il mercato di queste compagnie.

Chi viaggia verso gli stati uniti partendo da questi stati infatti, lo fa per la stragrande maggioranza per motivi di lavoro, ed è facilmente intuibile che, durante il volo, abbia bisogno di lavorare (soprattutto considerando che il volo dura dalle 6 alle 9 ore). Da domani però, senza poter utilizzare un Laptop, difficilmente potrà farlo. La conseguenza naturale quindi è che tutta la clientela abituata a business class e prima classe, prenderà un volo di un operatore statunitense.

donald trump ad un evento qatar airways

Il sospetto che si tratti di una misura di protezionismo è sollevato anche dal Financial Times, che fa notare che la misura non riguarda solo i voli diretti, ma anche quelli che utilizzano altri aeroporti come scalo, dove più aerei provenienti da diversi paesi vengono poi imbarcati su un unico aereo per fare la tratta più lunga. In altre parole, se prendete un volo dal Qatar con Air Emirates, che fa scalo a Parigi ed ha come destinazione New York, il vostro Laptop dovrà rimanere in stiva; se invece prendete un volo Emirates per arrivare a Londra, e qui prendete un volo US Airways diretto a New York, potrete tenere il vostro Laptop con voi per tutto il tempo. Questa cosa ha senso? Assolutamente no.

Trump può prendere un provvedimento del genere?

Più o meno. Trump può sicuramente prendere tutte le decisioni che desidera, e potrebbe anche vietare l’ingresso ai Gay con i baffi se riuscisse a motivarlo come “Homeland Security”. Il problema è che in questo caso è palese che la motivazione sia economica. Il Washington Post chiama questa attività “weaponized interdipendence, ovvero “interdipendenza armata”. In altre parole, gli Stati Uniti obbligano i loro partner commerciali a sottostare alle proprie regole, e gestiscono tali regole non in un’ottica di sviluppo condiviso, ma in un’ottica protezionistica.

A discolpa di Trump, possiamo dire che le compagnie aeree sono esentate dagli accordi di interdipendenza mondiali, e possono ricevere tutti i fondi statali che reputano necessari (quindi Emirates ne riceverà molti di più di quelli che riceveranno mai le US Airways ad esempio); ciò non toglie che questa misura possa essere assolutamente discutibile.