Tutti gli strumenti in ferro risalenti all’Età del Bronzo – tra cui il pugnale del Re Tutankhamon – sono stati realizzati in metallo meteorico. Lo afferma un nuovo studio francese che, lo scorso anno, ha analizzato ai raggi X il leggendario pugnale. Il ferro dell’antica lama proviene da meteoriti, ha origini extraterrestri.

Dal 3300 a.C. in poi, in Medio Oriente ed in alcune zone dell’Asia meridionale, l’Età del Bronzo – come suggerisce il nome – fu caratterizzata dall’impiego diffuso del bronzo per fabbricare armi, strumenti e decorazioni. Veniva realizzato fondendo il rame e mescolandolo con stagno, arsenico o altri metalli.

Era durevole, abbastanza facile da reperire e, di conseguenza, rappresentava la scelta migliore. Almeno, finché non venne soppiantato dal ferro (l’Età del Ferro iniziò circa 2000 anni dopo).

La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Archaeological Science.

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Il pugnale di Tutankhamon ed altri oggetti realizzati in metallo meteorico

Il ferro fu usato anche durante l’Età del Bronzo: era un metallo molto più difficile da trovare e da lavorare all’epoca ma, in rari casi, sono stati trovati manufatti in ferro risalenti ad un periodo precedente all’età del ferro. Gran parte di questo metallo era ‘bloccato’ all’interno del minerale e necessitava di essere fuso a temperature estremamente elevate. Temperature superiori alle capacità tecnologiche di quell’epoca.

Quindi, la domanda è: da dove provengono quei primi artefatti realizzati in ferro?

Da tempo, si pensa che gli strumenti in ferro di quel periodo fossero costruiti utilizzando meteoriti, in grado di depositare il metallo sulla superficie terrestre in condizioni tali da poterlo lavorare. La teoria spiegherebbe la presenza di ferro nei manufatti prima che venissero sviluppate tecniche avanzate di fusione e di domanda  se i  proprietari di tali artefatti sapessero o no della provenienza del metallo.

 

Oggetti dell’Età del Bronzo esaminati con uno spettrometro ai raggi X

Per stabilire se questi antichi artefatti di ferro siano di origine terrestre o extraterrestre, il mineralogista Albert Jambon del Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS) in Francia ha condotto analisi chimiche su diversi campioni dell’Età del Bronzo.

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Assieme al pugnale di Re Tutankhamon, Jambon ha studiato un braccialetto ed un poggiatesta appartenuti al re egizio nel 1350 a.C., asce provenienti dalla Siria e dalla Cina (dinastia Shang) risalenti al 1400 a.C., un ciondolo siriano del 2300 a.C., un pugnale turco del 2500 a.C. e perline di Gerzeh (in Egitto), il cui utilizzo si estende fino al 3200 a.C., ovvero subito dopo l’inizio dell’Età del Bronzo.

Jambon ha utilizzato uno spettrometro fluorescente a raggi X portatile, uno strumento in grado di determinare gli elementi che costituiscono un campione di roccia o di metallo senza danneggiare l’oggetto esaminato. Usando questo strumento, Jambon ha potuto determinare le impurità del ferro, se il metallo nelle reliquie proveniva da meteoriti o se si trovava naturalmente sulla Terra.

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La conclusione di Jambon

Alcuni ricercatori, negli anni ’70 e ’90, sostennero la teoria delle origini extraterrestri della lama del Re egizio, ma la loro ipotesi risultò inconcludente, priva di dimostrazione scientifica. Solo ora, con l’uso dello spettrometro fluorescente a raggi X portatile – la stessa tecnologia usata da Jambon – il ricercatore ha potuto trarre conclusioni precise circa la composizione di ferro, nichel e cobalto della lama che lascia intendere origini extraterrestri. Il ricercatore ha anche notato che i materiali sono simili a quelli di una meteora trovata a Marsa Matruh, città portuale situata a circa 150 miglia ad ovest di Alessandria, in Egitto.

Di solito, i meteoriti di ferro contengono livelli più elevati di nichel e cobalto rispetto al ferro terrestre a causa della tendenza del nichel a spostarsi verso il nucleo fuso di un pianeta.

Ovviamente, tutti i campioni testati (incluso il pugnale di Tutankhamon) presentavano livelli di nichel e cobalto allineati a quelli osservati nelle meteoriti di ferro.

Il ricercatore Jambon conferma con comunicato stampa del 1 dicembre 2017, ciò che aveva dimostrato, nel dicembre 2014, l’analisi chimica non invasiva coordinata da Daniela Comelli del Politecnico di Milano aggiungendo che ‘tutti gli oggetti’ in ferro dell’Età del Bronzo sarebbero stati realizzati in ferro meteorico fino allo sviluppo del processo di fusione che segnò l’inizio dell’Età del Ferro, a partire dal 1200 a.C. circa.

FONTE:Newatlas