Non c’è pace per Uber, dopo le grane italiane arrivano problemi anche dall’Inghilterra. L’ente che gestisce i trasporti di Londra ha infatti fatto sapere che la licenza che permette ai tassisti legati alla nota app di circolare per le strade della capitale non verrà rinnovata.

Stavolta però la situazione è ben diversa rispetto a quella che qualche mese fa ha portato al blocco italiano, revocato lo scorso maggio, sotto i riflettori c’è il tema della sicurezza. Secondo Transport for London infatti Uber non avrebbe i requisiti per ottenere una licenza pubblica.

Periodo nero per Uber

Un problema di sicurezza, prima di tutto, il 30 settembre scade la licenza e le autorità londinesi non sembrano intenzionate a rinnovarla. Questo non significa ovviamente che l’applicazione cesserà di funzionare da inizio ottobre, l’azienda ha già promesso ricorso e dovremo attender il termine della battaglia legale, tuttavia il problema c’è e complica non poco i piani dell’azienda.

Uber

A maggio Trasport for London ha temporeggiato, rilasciato una licenza quadrimestrale per decidere sul da farsi, alla fine il responso è arrivato e non è certamente quello che Uber sperava. Una chiusura che, almeno allo stato attuale delle cose, sembra concedere pochissimo spazio di manovra.

Uber “inadatto alla licenza” a causa di “mancanze riguardanti la pubblica sicurezza”. Un tema sul quale una città come Londra, in questi mesi alle prese con l’emergenza terrorismo, non può scherzare. Troppo morbido il comportamento della compagnia nei confronti di alcuni reati, come ad esempio aggressioni che non sono state rese note.

A completare il quadro da incubo c’è anche uno scandalo sessuale che ha fatto tremare i vertici dell’azienda, portando anche alle dimissioni del CEO Travis Kalanick. I tassisti londinesi ovviamente non apprezzano Uber e da tempo si fanno sentire a gran voce per ottenere lo stop del servizio, ma anche i tassisti legati all’app hanno alzato la voce chiedendo condizioni lavorative migliori.

Tanti guai, tra i quali figura anche l’utilizzo del software Greyball, che rende difficile alle autorità l’accesso ai dati rendendo ancora più aspre le problematiche legate alla sicurezza. Lo stesso sindaco di Londra, Sadiq Kahn, si è pronunciato al riguardo sottolineando come anche i servizi innovativi debbano garantire la sicurezza dei cittadini. La situazione per Uber appare sempre più complicata.