WhatsApp down: Codacons chiede rimborso per gli utenti italiani

Il blackout di WhatsApp ha causato molti disagi in tutto il mondo, il Codacons ha richiesto un indennizzo ma non è molto probabile che l’iniziativa porti ai risultati sperati.

WhatsApp nella notte tra il 3 e il 4 maggio è andato offline per alcune ore, la situazione è poi tornata alla normalità con tanto di scuse ufficiali da parte dell’azienda. Il fatto però non è stato comunque chiarito a dovere e non si placano le polemiche per questo strano disservizio. Innegabile il disagio per gli utenti di tutto il mondo, ricordiamo infatti che il black-out è stato globale, in ballo anche conseguenze legali.

Alcuni utenti vorrebbero ottenere un rimborso per il disagio causato dal mancato funzionamento di WhatsApp e la loro richiesta non sembra campata in aria, il Codacons si è schierato in prima linea. Scopriamo insieme questa iniziativa e quali sono le reali possibilità di successo.

Blackout WhatsApp: il Codacons chiede rimborsi

L’associazione a tutela dei consumatori italiani si è fatta sentire in queste ore, pubblicando un comunicato con il quale si richiede a WhatsApp di fornire un rimborso agli utenti, che a causa del disservizio non hanno potuto inviare e ricevere messaggi.

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Il presidente Carlo Rienzi precisa come il down del servizio sia stato prolungato, evidente il danno per l’utenza, è stata sottolineata anche la mancanza di comunicazioni da parte dell’azienda, che si è fatta viva solo molte ore dopo. Di certo, non si può dire che la situazione sia stata gestita al meglio.

Il Codacons fa sul serio e altre realtà potrebbero seguire il suo esempio nelle prossime ore, al momento però la prospettiva di rimborsi non appare tanto concreta visto che WhatsApp è offerto gratuitamente agli utenti, questo è un elemento non trascurabile. Sembra tramontare dunque una soluzione pecuniaria, dovrebbero essere valutati altri metodi di rimborso.

Al momento l’offensiva del Codacons non sembra destinata ad aver grande successo, ma i consumatori si sono comunque fatti sentire richiamando l’azienda alle proprie responsabilità. Vi terremo aggiornati su questa vicenda.

 


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