Lenovo brevetto: scanner dell’iride per i prossimi Moto smartphone

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Con l’avvento dei Lumia 950XL prima e dei mancati Samsung Galaxy Note 7 dopo, abbiamo avuto modo di constatare la naturale evoluzione dei sistemi di sicurezza da fornirsi non soltanto attraverso sistemi di scanning biometrico per le impronte digitali ma anche con i sistemi di tracking visivo dei cosiddetti IRIS Scan entro cui pare voler rientrare anche Lenovo.

Un nuovo brevetto Lenovo pare possa prevedere il nuovo livello di integrazione fornito da un sistema di scansione del fondo oculare da utilizzarsi presumibilmente sui prossimi device a marchio Motorola per la serie Moto smartphone.

Le informazioni attualmente in nostro possesso si limitano unicamente all’interpretazione del disegno di massima del progetto per il quale si prevede una soluzioni che monitori lo stato dell’utente per tutti e due gli occhi. L’utilizzatore si dovrà pertanto disporre in maniera perpendicolare alla fotocamera di scansione per poter essere correttamente riconosciuto.

Si tratterà di soluzioni potenzialmente integrabili a bordo dei futuri Lenovo Moto Z 2017 sebbene in merito non sia ancora trapelato niente di ufficiale. In vista di ulteriori dettagli forniremo senz’altro un secondo aggiornamento.

L’intenzione in questo caso è chiaramente quella di prevedere un sistema di protezione e sicurezza di livello superiore da affiancarsi alle attuali soluzioni fornite per i sistemi biometrici delle impronte digitali per l’accesso al dispositivo così come la gestione delle transazioni finanziarie online e le procedure semplificate di login.

E tu che cosa ne pensi in merito a queste nuove soluzioni? Sono ancora da migliorare o ri sembrano già a portata d’utente? A te tutte le considerazioni sul caso.

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Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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