Adolescenti e pandemia: il cambiamento del cervello in quarantena

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La pandemia, e più nello specifico la quarantena generale, ha lasciato il segno in molte persone e in modo diversi. A seconda dei gruppi di individui che si vogliono prendere per esempio, l’effetto sarà diverso. Per esempio, per gli adolescenti si può fare una lunga lista e tra questi c’è qualcosa che riguarda il cervello. Nello specifico si parla di un’invecchiamento accelerato e ovviamente anomalo.

Questo invecchiamento del cervello negli adolescenti è una cosa comune nelle persone che hanno subito violenza, ma anche abbandono in giovane età e una famiglia disfunzionale. A livello anatomico è un assottigliamento della corteccia con un aumento delle dimensioni dell’ippocampo, ma anche delle sezioni dell’amigdala dell’organo stesso. Un risultato visto su scansioni su un centinaio di bambini prima, durante e dopo la pandemia.

 

L’effetto della quarantena sugli adolescenti

Le parole del direttore della Stanford Neurodevelopment, Affect, and Psychopathology: “Sappiamo già dalla ricerca globale che la pandemia ha influito negativamente sulla salute mentale dei giovani, ma non sapevamo cosa, semmai, stava facendo fisicamente al loro cervello. La loro età cronologica alla fine raggiungerà la loro ‘età cerebrale? Se il loro cervello rimane permanentemente più vecchio della loro età cronologica, non è chiaro quali saranno i risultati in futuro. Per un settantenne o ottantenne, ti aspetteresti alcuni problemi cognitivi e di memoria basati sui cambiamenti nel cervello, ma cosa significa per un sedicenne se il suo cervello sta invecchiando prematuramente?”

Questo studio sugli adolescenti è ancora aperto e per ovvi motivi, come appunto capire quale sarà l’effetto a lungo termine. Un problema invece è non avere effettivamente un gruppo di controllo.

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