Rilevare il cancro prima che compaiano i sintomi
Un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University ha sviluppato un test del sangue in grado di identificare segnali del cancro anche tre anni prima della comparsa dei sintomi. La scoperta è stata pubblicata a maggio sulla rivista Cancer Discovery.
Secondo l’autore principale dello studio, Yuxuan Wang, il test offre una finestra preziosa per intervenire quando il tumore è ancora in fase iniziale e più facilmente trattabile:
“Tre anni prima danno il tempo di intervenire. È probabile che i tumori siano molto meno avanzati e abbiano maggiori probabilità di essere curabili”.
Come funziona il test?
Il test analizza frammenti di DNA tumorale circolante (ctDNA) nel sangue, ovvero piccole tracce genetiche rilasciate dai tumori nella fase precoce della malattia. Questa tecnologia rientra nei cosiddetti test MCED (multi-cancer early detection), pensati per individuare più tipi di tumore con un unico prelievo.
Nel nuovo studio, sono stati analizzati campioni di sangue di 52 persone (26 con diagnosi di tumore entro 6 mesi e 26 senza diagnosi). In 8 partecipanti il test ha rilevato segnali tumorali già nei campioni iniziali, e in 4 casi, mutazioni tumorali erano presenti fino a 3,5 anni prima della diagnosi effettiva.
Una scoperta che potrebbe cambiare la prevenzione
Secondo il prof. Bert Vogelstein, co-direttore del Ludwig Center e uno dei massimi esperti mondiali di oncologia molecolare:
“Questo studio dimostra la promessa dei test MCED nell’individuazione di tumori in fase molto precoce e stabilisce i livelli di sensibilità necessari per il loro successo”.
Anche Nickolas Papadopoulos, co-autore dello studio, sottolinea l’importanza della diagnosi tempestiva:
“Rilevare i tumori anni prima della diagnosi clinica può contribuire a ottenere un esito più favorevole. Naturalmente, dobbiamo stabilire il follow-up clinico appropriato dopo un test positivo”.
Prossimi passi: dal laboratorio alla clinica
Nonostante i risultati promettenti, servono ulteriori studi per convalidare il test su larga scala e per definire come gestire i pazienti risultati positivi in assenza di sintomi. Un punto fondamentale sarà evitare falsi positivi e stabilire percorsi chiari di monitoraggio o approfondimento.
Se confermati, questi test potrebbero rivoluzionare lo screening oncologico, portandoci verso una medicina predittiva e personalizzata, in grado di individuare e trattare il cancro prima che si manifesti clinicamente.
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