Sangue artificiale in polvere: la rivoluzione salvavita in arrivo

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Ogni anno migliaia di persone muoiono dissanguate prima di ricevere soccorso. L’impossibilità di trasportare sangue in modo pratico e duraturo ha rappresentato finora un limite fatale. Ora però, grazie alla ricerca americana, questo ostacolo potrebbe essere superato.

Un team della facoltà di medicina dell’Università del Maryland, a Baltimora, ha sviluppato un sangue artificiale in forma di polvere, facilmente conservabile e utilizzabile sul campo. Potrebbe rappresentare una svolta epocale per ambulanze, pronto soccorso e missioni militari.

Come funziona il nuovo sangue artificiale

Il principio alla base è l’utilizzo dell’emoglobina, la proteina che trasporta ossigeno nel nostro corpo. Gli scienziati la estraggono dal sangue donato e la racchiudono in una bolla di grasso, creando una sorta di globulo rosso sintetico. Questa capsula protettiva evita le reazioni tossiche che hanno compromesso i tentativi precedenti.

Il prodotto così ottenuto viene liofilizzato, cioè trasformato in una polvere stabile che può essere conservata per anni e ricostituita con acqua in meno di un minuto.

Primo successo sperimentale e prossimi passi

Il primo esperimento condotto su un coniglio ha dato esito positivo. Il team guidato dal dottor Allan Doctor è convinto che questa tecnologia potrà salvare vite dove oggi non è possibile intervenire in tempo.

Il Dipartimento della Difesa USA ha già investito oltre 58 milioni di dollari per sostenere lo sviluppo del progetto, destinato a potenziare sia il sistema sanitario civile sia quello militare.

Entro due anni i primi test sull’uomo

Anche se promettente, il sangue artificiale dovrà ancora dimostrare sicurezza ed efficacia clinica davanti alla FDA. I primi test su volontari umani potrebbero iniziare già entro il 2027.

Se l’approvazione arriverà, potremo presto assistere a un cambiamento radicale: sangue salvavita, sempre pronto e ovunque, dalla polvere alla trasfusione in pochi istanti. Una speranza concreta per emergenze, incidenti e conflitti.

Foto di Cassi Josh su Unsplash

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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