Scoperto il buco nero più massiccio dell’universo: 36 miliardi di soli

Date:

Share post:

Un colosso cosmico a miliardi di anni luce

A circa 8 miliardi di anni luce dalla Terra, gli astronomi hanno identificato quello che potrebbe essere il buco nero più massiccio mai osservato. La sua massa è stimata intorno a 36 miliardi di volte quella del nostro Sole, un valore che supera di oltre 10.000 volte il buco nero supermassiccio Sagittarius A* al centro della Via Lattea. La scoperta è stata descritta in uno studio in via di pubblicazione sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

Il cuore oscuro della Cosmic Horseshoe

Questo gigante invisibile si trova nella Cosmic Horseshoe, una delle galassie più massicce conosciute, famosa anche per essere la più grande lente gravitazionale mai osservata. Grazie alla sua immensa attrazione gravitazionale, la galassia curva e amplifica la luce proveniente da oggetti situati dietro di essa, creando spettacolari effetti visivi.

Gli studi precedenti avevano già ipotizzato la presenza di un buco nero dalle dimensioni eccezionali, ma determinarne con precisione la massa si è rivelato un compito arduo.

Come è stata misurata la sua massa

Il team guidato dall’astrofisico Thomas Collett dell’Università di Portsmouth ha utilizzato un duplice approccio:

  • Misurazione della velocità stellare: osservando la velocità con cui le stelle orbitano attorno al centro galattico, è stato possibile stimare la forza gravitazionale esercitata dal buco nero.
  • Analisi della lente gravitazionale: calcolando la quantità di luce deviata dalla sua gravità, i ricercatori hanno potuto affinare la stima della massa.

L’unione di queste tecniche ha permesso di ottenere un valore considerato altamente affidabile, confermando l’eccezionalità dell’oggetto.

Un fossile cosmico e il mistero della crescita interrotta

Gli scienziati ritengono che la Cosmic Horseshoe sia una galassia fossile, un tipo di sistema stellare che ha inglobato tutte le galassie vicine nel corso di miliardi di anni. Questo processo di cannibalismo galattico potrebbe spiegare la crescita smisurata del buco nero.

Tuttavia, c’è un enigma ancora irrisolto: l’oggetto è inattivo. Dopo una fase di accrescimento durata gran parte della vita dell’universo, sembra aver smesso di alimentarsi. Le cause di questa brusca interruzione restano sconosciute.

Un record che apre nuove domande

La scoperta non solo stabilisce un nuovo primato nella misurazione diretta della massa di un buco nero, ma apre anche scenari inediti sulla loro evoluzione. Come ha osservato Collett, “qualcosa ha fatto sì che questo buco nero crescesse sempre di più, per poi fermarsi”. Capire cosa abbia innescato e interrotto questa crescita potrebbe rivelare nuove verità sulla formazione delle strutture più imponenti dell’universo.

Foto di günter da Pixabay

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

Related articles

WhatsApp metterà in guardia sui tentativi di truffa

Con l'aumentare dei tentativi di truffa su WhatsApp, Meta ha pensato bene di introdurre una funzione che permetterà...

Ecografo indossabile in gravidanza: la svolta della prevenzione

L'assistenza medica durante la gestazione ha storicamente seguito un protocollo scandito da scadenze rigide, visite ambulatoriali periodiche ed...

Polaroid Go Gen 3: specchio selfie e doppia esposizione nella fotocamera più compatta

Quanta ingegneria serve per ridurre all'essenziale una fotocamera istantanea senza trasformarla in un giocattolo? Polaroid Go Generation 3...

Popolazioni andine e il “superpotere” di digerire patate

Nelle alte Ande, dove l’ossigeno è scarso e le condizioni ambientali sono estreme, alcune popolazioni indigene sembrano aver...