La “Ragazza con l’orecchino di perla” di Vermeer potrebbe essere stata finalmente identificata

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Il mistero che avvolge da secoli la celebre Ragazza con l’orecchino di perla di Johannes Vermeer potrebbe essere vicino a una svolta. Lo storico dell’arte britannico Andrew Graham-Dixon ritiene infatti di aver finalmente identificato la giovane raffigurata nel capolavoro del pittore olandese, datato intorno al 1665.

Per anni si è pensato che la modella potesse essere la figlia maggiore di Vermeer o una delle sue domestiche. Tuttavia, secondo Graham-Dixon, la ragazza ritratta sarebbe Magdalena van Ruijven, figlia dei principali mecenati dell’artista, Pieter Claesz van Ruijven e Maria de Knuijt.

Nuove ricerche identificano la modella della “Ragazza con l’orecchino di perla”

Lo studioso spiega, in un articolo pubblicato sul Sunday Times, che il dipinto fu probabilmente realizzato per i suoi committenti, non per la famiglia del pittore. All’epoca, la giovane Magdalena aveva circa 12 anni, e il ritratto potrebbe essere stato eseguito in occasione di un momento importante della sua vita, forse il battesimo o un rito religioso legato alla sua comunità, i Rimostranti, un gruppo cristiano evangelico olandese.

Graham-Dixon interpreta l’opera come un dipinto dal forte simbolismo biblico, in cui la figura della ragazza rappresenterebbe Maria Maddalena nel momento in cui riconosce Cristo risorto. La scelta del nome stesso di Magdalena, infatti, rimanderebbe a questa interpretazione spirituale.

Non tutti gli esperti condividono però la teoria. La storica dell’arte Ruth Millington ha dichiarato al Daily Mail che il ritratto potrebbe non raffigurare una persona reale, ma un volto ideale, simbolico. Anche la studiosa Judith Noorman aveva in passato proposto l’identificazione con la figlia dei mecenati, senza tuttavia trovare consenso unanime.

Tra indizi storici, ipotesi religiose e interpretazioni simboliche, la Ragazza con l’orecchino di perla continua a custodire il suo fascino enigmatico, invitando gli studiosi e il pubblico a guardarla — ancora una volta — con occhi nuovi.

Foto di Robert Waghorn da Pixabay

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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