Una nuova ricerca sembra aver individuato un composto in grado di trattare con efficacia il morbo di Alzheimer, perlomeno negli esperimenti in laboratorio. Nello specifico, la sostanza in questione ha la capacità di rimuovere il rame presente nelle placche di beta-amiloide che si accumulano nel cervello, elemento chiave nella patologia. I ricercatori sono pronti a portare questa scoperta al livello successivo iniziando i primi test sulle persone.
Un aspetto complicato del morbo di Alzheimer è la sua complessità che ancora oggi rende difficile capire cosa sia un sintomo e cosa una causa. I trattamenti attualmente esistente lavarono proprio sui sintomi quindi possono solo mitigare il decorso della malattia. Tuttora non è chiaro se le placche in questione siano di fatto un mero sintomo o qualcosa di più, ma trattarle con efficace rimane un obiettivo fondamentale.
Usare un semplice composto per attaccare l’Alzheimer
Le parole dei ricercatori: “Circa un decennio fa, studi internazionali hanno iniziato a indicare l’influenza degli ioni rame come aggregatori di placche di beta-amiloide. Si è scoperto che mutazioni genetiche e alterazioni negli enzimi che intervengono nel trasporto del rame nelle cellule potrebbero portare all’accumulo dell’elemento nel cervello, favorendo l’aggregazione di queste placche. Pertanto, la regolazione dell’omeostasi [equilibrio] del rame è diventata uno dei focus per il trattamento dell’Alzheimer.”
A sottolineare ulteriormente la complessità del morbo di Alzheimer c’è il discorso che l’accumulo di rame non vale per tutte le persone con una diagnosi. Il metallo infatti può essere presente in quantità eccessiva per alcuni e quasi assente per altri. Nel primo caso però, andare a eliminarlo grazie al nuovo composto, a base di chinolina, può allievare un fenomeno noto come stress ossidativo che può danneggiare il cervello.

