Misteriose “ciambelle” sottomarine compaiono al largo della Scozia

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Centinaia di grandi strutture circolari, simili a gigantesche “ciambelle”, sono comparse sotto il mare al largo delle Ebridi Esterne, in Scozia. Le immagini, documentate per la prima volta in video, mostrano forme regolari e sorprendenti che interrompono il fondale sabbioso del Sound of Barra. Un fenomeno tanto affascinante quanto enigmatico, che ha immediatamente catturato l’attenzione della comunità scientifica: al momento, infatti, gli studiosi non sono ancora in grado di spiegare con certezza perché queste formazioni esistano né quali processi abbiano dato origine a una geometria così precisa.

La scoperta, resa pubblica dall’agenzia scozzese per la conservazione della natura NatureScot, sta rilanciando l’interesse verso un ecosistema spesso dimenticato ma di enorme importanza: le praterie di fanerogame marine del Nord Atlantico.

Anelli perfetti sul fondale marino

Le strutture individuate si presentano come grandi anelli, con un diametro che può raggiungere decine di metri, caratterizzati da un bordo più denso di vegetazione e da una parte centrale più spoglia. Il loro aspetto ha subito evocato paragoni con i celebri “cerchi delle fate”, noti in ambienti terrestri come deserti e praterie, dove la vegetazione assume configurazioni circolari ancora oggi oggetto di dibattito scientifico.

In questo caso, però, il contesto è completamente diverso: non si tratta di suolo arido, ma di fondali marini poco profondi, modellati da correnti, maree e vita vegetale. Proprio questa combinazione rende il fenomeno particolarmente interessante per i ricercatori.

Il ruolo chiave della Zostera marina

Secondo NatureScot, gli anelli sono legati alla crescita della Zostera marina, una fanerogama marina fondamentale per gli ecosistemi costieri del Nord Atlantico. A differenza delle alghe, queste piante hanno radici, fusti e foglie vere e proprie, e formano estese praterie sottomarine.

Gli scienziati ritengono che la crescita della Zostera possa avvenire in modo radiale, espandendosi verso l’esterno a partire da un punto iniziale. Tuttavia, questo non spiega completamente perché il centro degli anelli risulti più povero di vegetazione né perché il pattern sia così regolare e ripetuto centinaia di volte nella stessa area.

“Per quanto ne sappiamo, questo è il primo video di cerchi di fanerogame marine nei mari al largo della Scozia; li chiamiamo ‘ciambelle’ e sono davvero spettacolari”, ha dichiarato la ricercatrice Sarah Cunningham, sottolineando l’eccezionalità dell’osservazione.

Un mistero ancora aperto

Nonostante l’entusiasmo per la scoperta, gli esperti sono cauti. Al momento non esiste una spiegazione conclusiva sull’origine di queste forme. Tra le ipotesi in discussione figurano l’interazione tra crescita vegetale e correnti marine, la distribuzione dei nutrienti nel sedimento, o persino l’influenza di organismi che vivono nel fondale e modificano la struttura del suolo.

Ciò che rende il fenomeno ancora più intrigante è l’assenza di precedenti documentazioni visive. Né immagini aeree né rilevamenti precedenti avevano mai segnalato la presenza di queste strutture nelle acque scozzesi, suggerendo che possano essere relativamente recenti o semplicemente mai osservate con strumenti adeguati.

Uno sguardo al passato: praterie scomparse e ritrovate

Il contesto storico aiuta a comprendere l’importanza della scoperta. Fino all’inizio del XX secolo, le praterie di fanerogame marine erano diffuse lungo ampie porzioni della costa scozzese. Negli anni Trenta, però, una malattia devastante causò un drastico declino di questi habitat, da cui molte aree non si sono mai completamente riprese.

A questo si sono aggiunti l’inquinamento, il peggioramento della qualità delle acque e le attività umane, come il dragaggio legato alla raccolta dei molluschi. Tutti fattori che hanno contribuito alla frammentazione e alla scomparsa di un ecosistema cruciale.

Segnali di resilienza dell’ecosistema

La comparsa delle “ciambelle” potrebbe però raccontare anche un’altra storia: quella della resilienza. Gli scienziati sottolineano che, quando la pressione antropica diminuisce, le praterie di fanerogame marine sono in grado di riprendersi in modo sorprendente. In alcune zone costiere della Scozia, la Zostera sta lentamente tornando a colonizzare fondali che per decenni erano rimasti spogli.

Se questi anelli fossero un segnale di rigenerazione attiva, rappresenterebbero una notizia incoraggiante per la conservazione marina.

Perché le fanerogame marine sono così importanti

Al di là del loro aspetto insolito, le praterie di fanerogame svolgono funzioni ecologiche fondamentali. Riducono l’erosione costiera stabilizzando i sedimenti, migliorano la qualità dell’acqua intrappolando particelle in sospensione e offrono rifugio e nutrimento a numerose specie marine.

Un altro aspetto cruciale è il loro ruolo nel sequestro del carbonio: questi ecosistemi sono tra i più efficienti nel catturare e immagazzinare CO₂, contribuendo alla mitigazione del cambiamento climatico.

Una scoperta che apre nuove domande

Lo studio delle misteriose “ciambelle” sottomarine è appena iniziato. Comprendere come si formano questi anelli potrebbe fornire nuove informazioni sui meccanismi di crescita delle fanerogame marine e rafforzare la necessità di proteggere un ecosistema strategico, sempre più minacciato dai cambiamenti ambientali globali.

In attesa di risposte definitive, una cosa è certa: sotto le acque apparentemente tranquille della Scozia, la natura continua a disegnare forme complesse e inattese, ricordandoci quanto resti ancora da scoprire degli oceani che ci circondano.

Immagine via NatureScot

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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