Una “Terra ghiacciata” nello spazio: il mistero di HD 137010 b

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Potrebbe esistere una “Terra fredda”, simile al nostro pianeta ma avvolta da ghiacci eterni? La domanda non appartiene più solo alla fantascienza. Un nuovo studio scientifico ha riportato l’attenzione su HD 137010 b, un candidato esopianeta che presenta sorprendenti somiglianze con la Terra, ma anche una differenza cruciale: potrebbe essere più freddo persino di Marte.

La scoperta, pubblicata su The Astrophysical Journal Letters, nasce dall’analisi dei dati del telescopio spaziale Kepler della NASA, che continua a restituire risultati inattesi anche anni dopo la fine della sua missione operativa.

Un pianeta roccioso simile alla Terra

HD 137010 b è considerato un pianeta roccioso leggermente più grande della Terra, in orbita attorno a una stella simile al Sole situata a circa 146 anni luce di distanza. Dal punto di vista astronomico, non è una distanza proibitiva: anzi, per gli standard dell’esplorazione spaziale, si tratta di un sistema relativamente vicino.

Uno degli aspetti più intriganti è il suo periodo orbitale, che dovrebbe essere simile a quello terrestre: circa un anno. Questo colloca il pianeta in una categoria estremamente rara, perché la maggior parte degli esopianeti individuati finora ha orbite molto più brevi e ravvicinate alla propria stella.

Ai margini della zona abitabile

HD 137010 b potrebbe trovarsi sul bordo esterno della cosiddetta “zona abitabile”, la fascia orbitale in cui le condizioni teoriche permettono la presenza di acqua liquida sulla superficie di un pianeta, se supportata da un’atmosfera adeguata.

Tuttavia, qui emergono le prime incertezze. Anche se la sua stella è simile al Sole, HD 137010 è più fredda e meno luminosa. Di conseguenza, il pianeta riceverebbe meno di un terzo dell’energia che la Terra riceve dal nostro Sole. Questo squilibrio energetico potrebbe tradursi in una temperatura media superficiale stimata intorno ai –68 °C, rendendo il pianeta un mondo dominato dal ghiaccio.

Per confronto, Marte ha una temperatura media di circa –65 °C. HD 137010 b potrebbe dunque essere un ambiente ancora più estremo.

Una scoperta basata su un singolo transito

A rendere la scoperta ancora più delicata è il metodo di individuazione. HD 137010 b è stato osservato attraverso un singolo transito, ovvero un unico passaggio del pianeta davanti alla sua stella, rilevato durante la missione K2 di Kepler.

Normalmente, per confermare l’esistenza di un esopianeta, gli astronomi hanno bisogno di osservare transiti ripetuti, che permettano di escludere falsi positivi. In questo caso, però, il segnale è risultato insolitamente preciso: l’ombra del pianeta ha impiegato circa 10 ore ad attraversare la superficie stellare, un valore compatibile con le dimensioni stimate e l’orbita prevista.

Nonostante ciò, HD 137010 b resta ufficialmente un “candidato”, in attesa di ulteriori conferme.

Perché è così difficile osservarlo di nuovo

Il problema principale è la distanza orbitale del pianeta. Proprio perché orbita lontano dalla sua stella, come la Terra fa con il Sole, i transiti sono rari. Questo rende estremamente complesso intercettarne altri con strumenti attuali.

Gli scienziati sperano che future osservazioni possano arrivare dal satellite TESS della NASA o dal telescopio CHEOPS dell’Agenzia Spaziale Europea. In alternativa, potrebbe essere necessario attendere la prossima generazione di telescopi spaziali.

Un mondo ghiacciato… o forse no

Nonostante le temperature stimate, gli autori dello studio invitano alla cautela. HD 137010 b non è necessariamente un pianeta morto e congelato. Se possedesse un’atmosfera densa e ricca di anidride carbonica, potrebbe trattenere calore a sufficienza da trasformarsi in un mondo temperato o addirittura acquatico.

Le simulazioni atmosferiche suggeriscono che il pianeta avrebbe:

  • il 40% di probabilità di trovarsi nella zona abitabile “conservativa”;
  • il 51% di probabilità di rientrare in una zona abitabile più “ottimistica”;
  • circa il 50% di probabilità di essere completamente al di fuori di qualsiasi zona abitabile.

Numeri che raccontano tutta l’incertezza, ma anche il potenziale scientifico della scoperta.

Perché HD 137010 b è così importante

HD 137010 b potrebbe diventare uno dei primi pianeti simili alla Terra osservabili in transito attorno a una stella simile al Sole, relativamente vicina e luminosa. Questo lo rende un laboratorio naturale straordinario per studiare i limiti dell’abitabilità e comprendere come condizioni climatiche estreme possano influenzare l’evoluzione planetaria.

Anche se dovesse rivelarsi una “Terra ghiacciata”, la sua esistenza aiuterebbe gli scienziati a rispondere a una domanda fondamentale: quanto può essere freddo un pianeta simile alla Terra e restare, almeno in teoria, abitabile?

Nel silenzio gelido dello spazio, HD 137010 b potrebbe insegnarci molto non solo su mondi lontani, ma anche sulla fragile e preziosa abitabilità del nostro.

Foto di Gabi da Pixabay

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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