Occhi e batteri: il nuovo collegamento con l’Alzheimer

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Ormai, con le scoperte moderne in ambito di medicina, quando si parla del morbo di Alzheimer, i batteri diventano un focus importante. La suddetta patologia sembra essere molto dipendenti dai batteri presenti nel nostro intestino, ma non è solo questo organo a essere interessato. In autopsie su persone con una diagnosi affermati, si è trovato un batterio specifico nei polmoni e ora si sta parlando di un’altra zona ancora, gli occhi.

Un batterio nello specifico sembra comparire più volte di altri e si tratta della Chlamydia pneumoniae che è spesso il responsabile dietro a patologie respiratorie quali la polmonite e la sinusite. Secondo un nuova ricerca statunitense, quando si parla di Alzheimer, c’è un accumulo eccessivo del batterio dietro gli occhi. L’implicazione è ancora da studiare bene, ma da un lato potrebbe aprire nuove vie per diagnosi tempestive, aspetto fondamentale nel mitigare i sintomi.

 

Gli occhi e la concentrazione di batteri

Le parole dei ricercatori: “L’occhio è un surrogato del cervello e questo studio dimostra che l’infezione batterica retinica e l’infiammazione cronica possono riflettere una patologia cerebrale e predire lo stato della malattia, supportando l’imaging retinico come metodo non invasivo per identificare le persone a rischio di Alzheimer. Osservare la Chlamydia pneumoniae in modo coerente nei tessuti umani, nelle colture cellulari e nei modelli animali ci ha permesso di identificare un legame precedentemente sconosciuto tra infezione batterica, infiammazione e neurodegenerazione.”

Lo studio ha analizzato il tessuto posteriori degli occhi di 104 persone morte tra tre gruppi tra diagnosi di Alzheimer, nessuna diagnosi ma con un deterioramento cognitivo e individui in salute. La concentrazione dei batteri sembra direttamente collegate alla condizione neurologica.

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