Scoperto vicino a Stonehenge un possibile “prototipo” del celebre monumento

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A pochi chilometri da Stonehenge, uno dei siti archeologici più famosi al mondo, gli archeologi hanno individuato una struttura preistorica che potrebbe rappresentare un importante tassello per comprendere le origini del monumento neolitico.

La scoperta è avvenuta durante uno scavo condotto nei pressi di una base militare nell’Inghilterra meridionale e ha attirato immediatamente l’attenzione della comunità scientifica. Secondo i ricercatori, il sito potrebbe essere una sorta di antenato architettonico di Stonehenge, costruito circa 500 anni prima rispetto alle prime fasi del celebre cerchio di pietre.

Due pali di legno e un allineamento sorprendente

La struttura rinvenuta si trova nell’area di Bulford, a circa cinque chilometri da Stonehenge.

Gli archeologi hanno identificato due grandi pali di legno separati da circa 120 metri. Ciò che rende il ritrovamento particolarmente interessante è il loro preciso allineamento astronomico: la disposizione sembra orientata verso l’alba del solstizio d’estate e il tramonto del solstizio d’inverno.

Questo dettaglio richiama immediatamente una delle caratteristiche più affascinanti di Stonehenge, il cui orientamento rispetto ai movimenti del Sole continua a essere uno degli elementi centrali delle interpretazioni archeologiche.

Un luogo di incontro e di rituali collettivi

Gli scavi hanno restituito numerosi reperti che suggeriscono un’intensa frequentazione del sito.

Tra i materiali recuperati figurano:

  • frammenti di ceramica;
  • ossa di animali;
  • utensili in pietra;
  • un raro coltello a forma di disco.

Secondo gli studiosi, questi elementi indicano che il luogo fosse probabilmente utilizzato per raduni comunitari, celebrazioni stagionali e pratiche rituali legate ai cicli naturali.

L’ipotesi è che gruppi provenienti da diverse aree della regione si riunissero periodicamente per osservare eventi astronomici particolarmente significativi, come i solstizi.

Il momento più importante di una carriera

A guidare il progetto è stato l’archeologo Phil Harding, figura molto conosciuta nel Regno Unito grazie alla sua partecipazione al programma televisivo “Time Team”.

Harding ha definito la scoperta uno dei momenti più significativi della sua lunga carriera professionale. Dopo decenni di ricerche sul paesaggio neolitico della piana di Salisbury, il ritrovamento offre infatti una rara opportunità per comprendere come si siano sviluppate le tradizioni monumentali che culminarono nella costruzione di Stonehenge.

Perché questa scoperta è così importante?

Gli archeologi ritengono che Stonehenge non sia nato improvvisamente, ma rappresenti il risultato di una lunga evoluzione culturale e religiosa.

La nuova struttura potrebbe dimostrare che pratiche come:

  • l’osservazione dei solstizi;
  • la costruzione di spazi cerimoniali;
  • i grandi raduni stagionali;
  • erano già presenti secoli prima dell’erezione delle famose pietre.

In altre parole, Stonehenge potrebbe essere stato l’apice di una tradizione molto più antica, sviluppatasi gradualmente nel corso delle generazioni.

Il mistero di Stonehenge continua

Nonostante decenni di studi, il vero significato di Stonehenge resta ancora oggetto di dibattito.

Alcuni studiosi lo interpretano come un complesso religioso legato al culto del Sole; altri lo considerano un luogo di sepoltura, un centro di guarigione o un importante punto di incontro per le comunità neolitiche.

La scoperta di Bulford non risolve definitivamente questi interrogativi, ma aggiunge un elemento fondamentale: molto prima che le gigantesche pietre venissero trasportate e collocate nella piana di Salisbury, le popolazioni locali sembravano già attribuire un profondo significato simbolico ai movimenti del Sole e ai momenti chiave dell’anno.

Uno sguardo sul passato che parla ancora al presente

Ogni anno migliaia di persone si radunano a Stonehenge per assistere all’alba del solstizio d’estate, ripetendo inconsapevolmente un gesto che potrebbe avere radici molto più antiche di quanto immaginato.

La struttura scoperta a Bulford suggerisce infatti che già cinquemila anni fa le comunità della regione osservassero il cielo, celebrassero i cicli naturali e si riunissero per condividere rituali collettivi. Una tradizione che, in forme diverse, continua ancora oggi a suscitare fascino e meraviglia.

Foto di Sophie Huong da Pixabay

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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